Merkel: serve solidarietà europea per affrontare il coronavirus

Pubblicato il 6 aprile 2020 alle 19:45 in Europa Germania

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il coronavirus è la più grande sfida mai affrontata dall’Unione Europea e gli Stati membri devono mostrare una maggiore solidarietà, affinché il blocco possa emergere più forte dalla crisi economica, secondo la cancelliera tedesca, Angela Merkel. Tuttavia, Berlino continua ad escludere l’emissione di debito comune. 

“L’Unione Europea sta affrontando il più grande test dalla sua fondazione”, ha dichiarato la Merkel in una conferenza stampa, il 6 aprile. “Abbiamo davanti una grande sfida che sta interessando tutti gli stati membri, per quanto diversamente. È uno shock simmetrico”, ha aggiunto. Sottolineando che la Germania si indebolirebbe se l’UE mostrasse una solidarietà insufficiente con i suoi membri più bisognosi, Merkel ha dichiarato: “Si tratterà di dimostrare che siamo pronti a difendere la nostra Europa, a rafforzarla”.

La Germania sostiene anche un programma di stimolo post-crisi per la zona euro e la più ampia UE. “Anche qui la Germania è pronta a dare un contributo”, ha riferito. Il ministro delle Finanze tedesco, Olaf Scholz, ha affermato che il fondo di salvataggio della zona euro, il Meccanismo Europeo di Stabilità, con una potenza di fuoco di circa 400 miliardi di euro, dispone degli strumenti adeguati per attutire l’impatto economico della pandemia e che ai Paesi colpiti dovrebbe essere concesso un rapido accesso al denaro contante. La Germania ha segnalato 95.391 casi confermati di coronavirus e 1.434 decessi, il 6 aprile. Il Paese registra un livello di mortalità proporzionalmente molto più basso di quello riportato da altre grandi nazioni europee.

Il 2 aprile, la presidentessa della Commissione Europea, UrsulaVon Der Leyen, aveva garantito che il prossimo bilancio dell’UE sarà un nuovo “Piano Marshall” per supportare la ripresa economica dell’Europa dalla crisi. Tuttavia, il divario tra Nord e Sud Europa rimane importante. Nonostante l’appello alla solidarietà della cancelliera tedesca, l’Italia e la Spagna, fortemente colpiti dalla pandemia, hanno accusato i Paesi Bassi e la Germania di insensibilità, poichè i leader di questi Paesi hanno supportato il rispetto di rigide condizioni finanziarie, per accedere ai fondi d’emergenza. Inoltre, questi si oppongono all’ipotesi di un debito collettivo condiviso, come gli Eurobond o i cosiddetti “coronabond”. 

Il 27 marzo, tuttavia, il premier olandese aveva fatto un piccolo passo indietro, dichiarando che le posizioni delle due parti non erano inconciliabili. Tuttavia, questo aveva comunque ribadito che gli strumenti di emergenza dell’UE, come il meccanismo di stabilità europeo, dovrebbero essere usati con parsimonia perché “non ci sono così tanti assi rimasti nella manica”. Il premier olandese aveva anche ribadito che l’emissione di Eurobond rimaneva da escludere. Questi, secondo Rutte, non rientrerebbero nella visione dell’euro e non sarebbero positivi per Paesi come Paesi Bassi e Germania.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.