Libia: le forze tripoline distruggono le armi destinate ad Haftar

Pubblicato il 6 aprile 2020 alle 10:04 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Le forze del governo tripolino hanno riferito di aver abbattuto un aereo da carico militare che trasportava munizioni destinate all’Esercito Nazionale Libico (LNA). Continuano, nel frattempo, gli scontri a Tripoli.

La notizia è stata riportata da al-Jazeera, sulla base delle dichiarazioni del portavoce delle forze di Tripoli, Mohamed Qanunu. In particolare, il velivolo è stato abbattuto non appena giunto a Tarhuna, situata a circa 90 km a Sud-Est della capitale libica. Si tratta della seconda città, per grandezza, sotto il controllo dell’LNA, guidato dal generale Khalifa Haftar, ed è stata più volte oggetto di scontri tra le forze dell’Esercito Nazionale Libico e quelle del governo di Tripoli. Uno degli ultimi attacchi da parte delle forze tripoline risale al 6 settembre 2019, quando droni di Tripoli sono stati lanciati verso Tarhuna in risposta alla distruzione di un deposito di armi da parte delle forze di Haftar, situato al confine orientale della medesima città, avvenuta il 5 settembre. La mossa, incoraggiata dal premier tripolino e capo del Consiglio presidenziale, Fayez al-Sarraj, era stata considerata un preludio ad una nuova operazione militare su ampia scala.

Nel frattempo, continuano le tensioni anche verso la capitale. In particolare, il 5 aprile, il governo tripolino, altresì noto come Governo di Accordo nazionale (GNA), ha riferito che le proprie forze sono riuscite ad avanzare presso gli assi di combattimento di Ain Zara e Wadi al-Rabie, nel Sud di Tripoli, a seguito di un’offensiva contro le forze di Haftar e degli scontri tra le due parti. Tale episodio, è stato affermato, ha fatto seguito ad una breve tregua durata due giorni. Il portavoce dell’operazione Vulcano di Rabbia, Mustafa al-Mujai, ha aggiunto che le forze di Haftar hanno altresì bombardato il quartiere di Abu Salim, provocando danni alle proprietà civili.

Dal canto suo, il portavoce dell’LNA, Ahmed al-Mismari, ha dichiarato, il 5 aprile, che le proprie forze sono riuscite a respingere un vasto attacco perpetrato dall’esercito tripolino contro le loro postazioni, ma che l’LNA sta rispettando la tregua precedentemente stabilita. A detta di al-Mismari, al 5 aprile, è l’area di Abu Salim ad aver assistito agli scontri più violenti, verificatisi durante tutta la giornata.

Nel frattempo, anche la Libia si trova a far fronte alla diffusione di Covid-19, con il timore che il virus possa ulteriormente esacerbare la crisi libica e provocare maggiori sofferenze per l’intera popolazione, di fronte ad un quadro caratterizzato da risorse e infrastrutture medico-sanitarie insufficienti ed inadeguate, oltre a un numero crescente di vittime causate dal conflitto in corso. Per tale motivo, le Nazioni Unite e la comunità internazionale hanno più volte esortato le parti impegnate nel conflitto a porre una tregua. Tuttavia, le tensioni non sono cessate e le forze del GNA hanno avviato, il 25 marzo, l’operazione “Tempesta di pace”, in un’ottica di autodifesa e di contrasto alle offensive di Haftar.

La rivoluzione la guerra civile in Libia hanno avuto inizio il 15 febbraio 2011. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha poi assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato dal primo ministro e capo del Consiglio presidenziale, Fayez al-Sarraj, riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.