Iraq: attentato dell’ISIS a Ovest, missili a Bassora

Pubblicato il 6 aprile 2020 alle 12:32 in Iraq Medio Oriente

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Quattro soldati iracheni sono morti e altri 3 sono rimasti feriti a seguito di un attacco dello Stato Islamico verificatosi nel governatorato di Anbar, nell’Ovest dell’Iraq. Parallelamente, 5 missili hanno colpito, nella mattina del 6 aprile, gli stabilimenti della compagnia statunitense Halliburton nel governatorato di Bassora, nel Sud del Paese.

L’attacco ad opera dell’ISIS è stato perpetrato il 5 aprile. Secondo fonti militari e secondo il centro media delle forze di sicurezza irachene, l’obiettivo è stato rappresentato da una postazione militare stabilizzatasi nell’Ovest della città di Rutba, nella parte Ovest della provincia, nei pressi del confine con la Siria. I soldati, è stato riferito, sono stati attaccati con armi leggere e di medio calibro, e i militanti terroristici sono fuggiti nel deserto circostante dopo aver dato fuoco all’area colpita.

Circa l’episodio di Bassora del 6 aprile, questo è stato riportato da fonti di sicurezza irachene, secondo cui l’obiettivo è stato rappresentato dall’impianto petrolifero della compagnia statunitense Halliburtun, situato nel distretto di Zubair, nell’Ovest del governatorato meridionale. Le fonti di sicurezza sono state in grado di intercettare la piattaforma da cui i missili sono stati lanciati, situata presso la strada Zubair-Shuaib, dove sono stati ritrovati altresì altri 11 missili inutilizzati. Secondo quanto specificato  dalle forze di polizia, uno dei missili lanciati ha colpito uno dei maggiori pozzi petroliferi della zona, mentre tra gli altri obiettivi vi sono stati il quartiere residenziale di al-Burjesia e una sede operativa situata nella parte occidentale di Bassora. Tuttavia, non sono state rivelate ulteriori informazioni e, al momento, vi sono ancora indagini in corso volte a scoprire gli autori dell’attentato.

Halliburton è un fornitore di servizi petroliferi statunitense, attivo nel giacimento petrolifero di Zubair, gestito altresì dall’italiana Eni. Non è la prima volta che gli impianti delle compagnie petrolifere straniere in Iraq vengono attaccati. Uno degli ultimi episodi risale al 21 ottobre scorso, quando un attentato ad opera dello Stato Islamico ha causato la morte di 2 membri delle forze di sicurezza e altri 3 feriti. In particolare, l’attacco ha avuto luogo nei pressi del giacimento petrolifero di Allas, situato nel governatorato di Salahdin, a Nord di Baghdad. Tale giacimento costituisce una delle maggiori fonti di guadagno per lo Stato Islamico. Non da ultimo, il 19 giugno 2019, un missile, di provenienza sconosciuta, ha colpito un compound di aziende petrolifere straniere situato proprio nella città di Bassora. Tra le compagnie del compound vi erano l’italiana Eni, l’americana ExxonMobil e l’olandese Shell. 

Sebbene la presenza dello Stato Islamico sia fortemente diminuita negli ultimi anni, attacchi sporadici continuano ad interessare diverse aree irachene, tra cui Ninive, Kirkuk, Diyala, Salahdin e Anbar. Quest’ultima rappresenta una delle maggiori province irachene, nonché un terreno fertile per i gruppi terroristici, a causa della propria conformazione geografica ed una morfologia caratterizzata da vaste aree desertiche. Si stima che lo Stato Islamico includa tra 14.000 e 18.000 membri in Siria e Iraq, cui si aggiungono altri 3.000 combattenti stranieri. Tuttavia, tali cifre variano di continuo.

L’inizio della presenza dell’ISIS in Iraq risale al 2014. Dopo aver occupato gran parte del territorio iracheno, il 10 giugno di quell’anno l’organizzazione prese anche il controllo di Mosul, seconda città del Paese e principale nucleo urbano caduto in mano ai jihadisti, liberata poi il 10 luglio 2017. Il 9 dicembre 2017, il governo iracheno ha annunciato la vittoria sull’ISIS, dopo tre anni di battaglie. In particolare, è stato il primo ministro dell’Iraq in carica, Haider Al-Abadi, a comunicare che l’esercito aveva ripreso il totale controllo del Paese, dopo la riconquista di Rawa, una città ai confini occidentali di Anbar con la Siria, ultimo baluardo del gruppo in Iraq. Tuttavia, da allora, attacchi “mordi e fuggi”, insurrezioni e guerriglie nel territorio dell’Iraq settentrionale continuano. L’obiettivo è minare il governo di Baghdad.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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