Coronavirus: gli USA si preparano alla “peggiore settimana”

Pubblicato il 6 aprile 2020 alle 20:28 in USA e Canada

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I funzionari sanitari affermano che il 6 aprile segna l’inizio della peggiore settimana nella lotta contro il coronavirus per gli Stati Uniti, mentre il bilancio delle vittime si avvicina a 10.000 decessi. Sarà una nuova “Pearl Harbor” e un nuovo “11 settembre”, secondo le autorità. 

La CNN riporta una situazione particolarmente critica nel Paese, con gli obitori pieni a New Orleans e il sindaco che lancia un appello per chiedere maggiori spazi per i deceduti. Nella settimana iniziata lunedì 6 aprile, New York, New Jersey e Detroit vedranno il picco dei ricoveri e dei decessi, secondo quanto hanno riferito le autorità sanitarie locali. Al momento, il virus ha infettato oltre 337.000 persone negli Stati Uniti e ucciso più di 9.600 individui, secondo i dati della Johns Hopkins University.

Jerome Michael Adams, un anestesista e vice ammiraglio dei Public Health Service Commissioned Corps, ha dichiarato che questa settimana sarà “la più dura e la più triste” per la maggior parte dei cittadini statunitensi. L’uomo ha paragonato la pandemia di coronavirus negli Stati Uniti a due dei momenti più tragici della storia recente del Paese: Pearl Harbor e l’11 settembre 2001. “Sarà una nuova Pearl Harbor, un nuovo 11 settembre, ma non sarà localizzato, accadrà in tutto il Paese e voglio che l’America lo capisca”, ha dichiarato il vice ammiraglio a Fox News Sunday, il 5 aprile. Adams ha poi aggiunto: “Voglio che gli americani capiscano anche che, per quanto sarà dura questa settimana, c’è una luce alla fine del tunnel”.

A peggiorare la situazione, i Centri per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) affermano che potrebbero esserci molte più morti per coronavirus di quanto sia stato stimato. Alcuni “potrebbero essere classificati erroneamente come decessi per polmonite, in assenza di risultati positivi dei test”, ha riferito il CDC. “Stiamo davvero vedendo la punta dell’iceberg e molto ha a che fare con il numero di test che abbiamo a disposizione”, ha affermato il dott. Panagis Galiatsatos, un medico della Johns Hopkins Medicine di Baltimora.

Nonostante più della metà del pianeta viva in una qualche forma di quarantena, il virus continua a diffondersi rapidamente e sta causando decessi ad un ritmo allarmante. Gli Stati Uniti, la Spagna e il Regno Unito stanno registrando, nelle ultime ore, i loro peggiori bollettini. In tale contesto, crescono anche le conseguenze economiche. I nuovi dati sulla disoccupazione hanno mostrato che la pandemia e le relative misure hanno causato la disoccupazione di 10 milioni di statunitensi in sole 2 settimane. Si tratta del crollo più rapido e sbalorditivo che il mercato del lavoro americano abbia mai subitto.

La pandemia costerà all’economia mondiale fino a 4,1 trilioni di dollari, quasi il 5 percento di tutta l’attività economica, secondo quanto ha riferito la Asian Development Bank, con sede nelle Filippine. Si stima che almeno 1 milione di persone in Europa abbia perso il lavoro nelle ultime 2 settimane. La sola Spagna ha visto una crescita di oltre 300.000 disoccupati, nel mese di marzo. Ma le perdite di posti di lavoro in Europa sembrano essere molto inferiori rispetto agli Stati Uniti a causa delle maggiori reti di sicurezza sociale del Vecchio Continente. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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