Coronavirus: Banca Mondiale stanzia 8 milioni a sostegno dell’Egitto

Pubblicato il 6 aprile 2020 alle 16:51 in Africa Egitto

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La Banca Mondiale ha annunciato, il 2 aprile, un piano di finanziamenti da 7,9 milioni di dollari a sostegno del governo egiziano per fronteggiare l’emergenza del coronavirus. Nello specifico, secondo la dichiarazione ufficiale pubblicata sul proprio sito web, la Banca ha attivato la componente di risposta alle emergenze (CERC) nell’ambito del “Transforming Egypt’s Healthcare System Project”. Tale progetto, avviato il 27 giugno 2018, aveva l’obiettivo di migliorare la qualità dell’assistenza medica primaria e secondaria, e di aumentare la domanda di servizi di pianificazione sanitaria e familiare. In aggiunta a ciò, il nuovo piano di aiuti prevede ulteriori finanziamenti, consulenza politica e assistenza tecnica per assistere il Paese nella gestione dell’impatto economico e sanitario causato della pandemia.

Parallelamente, il primo aprile, il governo del Cairo ha lanciato un programma di investimenti dal valore di 64 milioni di dollari per il proprio servizio sanitario. Tuttavia, la capacità del sistema sanitario pubblico di affrontare l’emergenza del coronavirus continua a preoccupare le autorità egiziane. Negli ultimi anni, la riduzione di fondi statali ha costretto molti ospedali pubblici a dipendere da donazioni private per alcuni servizi e forniture. Inoltre, secondo la Banca Mondiale, l’inefficienza delle strutture sanitarie primarie ha spinto più della metà dei pazienti a richiedere cure mediche private.

L’Egitto non deve solo contrastare l’epidemia in ambito sanitario, ma deve altresì mitigare le conseguenze economiche negative causate dal virus. A tal proposito, lo scorso 15 marzo, la Banca Centrale egiziana (CBE) ha adottato misure preventive volte a garantire la sicurezza e la stabilità del settore bancario. Nell’occasione, la CBE ha dichiarato che tutte le banche avrebbero fornito i limiti di credito necessari per soddisfare il finanziamento di operazioni di importazione di prodotti di base e strategici, e avrebbero garantito che le richieste di società di importazione venissero soddisfatte per coprire le esigenze del mercato, con particolare attenzione a prodotti alimentari e generi di prima necessità. Inoltre, nelle istruzioni rivolte alle banche operanti sul mercato locale, la CBE ha disposto la cancellazione di tasse e commissioni applicate a vendite, prelievi bancomat, e pagamenti online per un periodo di 6 mesi.

La Banca egiziana ha altresì ordinato di non applicare ulteriori ammende per pagamenti posticipati, e di mettere in atto piani urgenti per aumentare i limiti di credito con le banche straniere, al fine di garantire il flusso continuo di finanziamenti necessari per le operazioni di commercio estero. In aggiunta, la CBE ha incaricato le banche di fornire i limiti di credito necessari per finanziare il capitale circolante, o il capitale di un’azienda utilizzato nelle operazioni di affari quotidiane, con particolare riguardo al pagamento di stipendi per i dipendenti di imprese autonome.

Nel tentativo di rallentare l’epidemia, il 15 marzo il governo del Cairo ha ordinato la chiusura di tutte le attività commerciali, ad eccezione di negozi di generi alimentarie e farmacie. Anche chiese e moschee hanno sospeso le proprie attività come parte delle misure per frenare la diffusione del virus. Inoltre, il 24 marzo il primo ministro, Mostafa Madbouly, ha imposto un coprifuoco nazionale di due settimane dalle 19:00 fino alle 6:00 del mattino, e aveva esteso la chiusura delle scuole di altre due settimane.

Al momento, l’Egitto è uno dei Paesi africani più colpiti dalla pandemia. Nella sola giornata del 5 aprile, sono stati registrati 7 decessi e 103 nuovi contagi da coronavirus, portando il numero di pazienti confermati a 1.173. Secondo quanto riferito dal portavoce del Ministero della Sanità, Khaled Megahed, i casi di nuova infezione sono tutti connazionali egiziani, con l’eccezione di un cittadino straniero, che si presume sia tornato dall’estero o sia stato in contatto con casi precedentemente confermati in Egitto. Megahed ha poi aggiunto che il numero totale di pazienti guariti, tutti dimessi dagli ospedali di isolamento, è salito a 247.

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Mariela Langone

di Redazione

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