Coronavirus, Africa: l’impegno della Banca Mondiale

Pubblicato il 6 aprile 2020 alle 21:35 in Africa

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La Banca Mondiale ha lanciato, il 6 aprile, un pacchetto di finanziamenti veloce da 14 miliardi di dollari per rafforzare la risposta al Covid-19 nei Paesi africani in via di sviluppo, e per abbreviare il periodo di ripresa economica che seguirà l’emergenza sanitaria. Tale programma comprende finanziamenti, consulenza politica e assistenza tecnica volti ad aiutare l’Africa nella lotta contro la pandemia.

Nello specifico, la International Finance Corporation (IFC)prevede di stanziare 8 miliardi di dollari per aiutare le aziende private colpite dagli effetti del virus e per preservare i posti di lavoro. Parallelamente, la Banca Internazionale per la Ricostruzione e lo Sviluppo e l’Associazione Internazionale per lo Sviluppo (IDA) hanno messo a disposizione 6 miliardi di dollari destinati al settore sanitario. Per favorire un impegno maggiore, la Banca Mondiale fornirà fino a 160 miliardi di dollari in 15 mesi per proteggere le classi più vulnerabili, e per sostenere le imprese e la ripresa economica. L’azione è stata impostata su tre binari.

In primo luogo, la Banca Mondiale ha approvato un piano di investimenti da 47 milioni di dollari promosso da IDA per assistere il governo della Repubblica Democratica del Congo (RDC) a fronteggiare l’epidemia di coronavirus. Tale progetto è volto a fornire un sostegno immediato per attuare strategie di contenimento, formare il personale medico e distribuire attrezzature per garantire test rapidi di casi potenziali e tracciamento dei contatti, in conformità alle norme disposte dall’Organizzazione mondiale della Sanità. Tale intervento sarà altresì utile per aiutare Kinshasa e il suo hinterland, in particolare Bas-Congo, Kwango, e Kwilu a stabilire un cordone sanitario per limitare la diffusione dell’epidemia al di fuori della capitale. Inoltre, rafforzerà la capacità di sperimentazione e l’assistenza sanitaria di emergenza a Lubumbashi e Goma, al fine di migliorare il coordinamento tra le province.

In secondo luogo, la Banca ha confermato un finanziamento da 20 milioni di dollari proposto da IDA per sostenere il Senegal nel contenere la diffusione del virus. Il progetto “Senegal Covid-19 Response” rientra nel programma Regional Disease Surveillance Systems Enhancement (REDISSE), già in funzione, e volto a rafforzare i sistemi ospedalieri e la sorveglianza delle malattie nell’ambito del piano sanitario nazionale. 

Infine, la Banca ha approvato una sovvenzione di 7,5 milioni di dollari da parte di IDA in favore della Sierra Leone. Tali fondi serviranno a potenziare il sistema sanitario pubblico e colmeranno alcune lacune finanziarie critiche causate della pandemia. Il governo sierraleonese ha attivato il centro operativo di emergenza per la sanità pubblica e ha sviluppato un piano nazionale di preparazione al virus, incentrato principalmente sull’aumento della sorveglianza nelle zone di ingresso del Paese, quali l’aeroporto di Freetown, e le frontiere di Guinea e Liberia.

Il progetto “Sierra Leone Covid-19 Emergency Preparedness and Response” è volto a finanziare la fornitura di materiale medico, tra cui attrezzature diagnostiche di laboratorio e kit di prova nelle strutture sanitarie designate. Inoltre, permetterà il miglioramento dell’assistenza sanitaria nelle unità di isolamento e del contenimento dei rischi per il personale medico impiegato in prima linea.

Al momento, il Senegal è il Paese più colpito dei tre, con 226 casi di coronavirus e 2 decessi. La Repubblica Democratica del Congo (RDC) conta 154 pazienti postivi e 18 morti, mentre la Sierra Leone ha solo 6 contagi.

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Mariela Langone

di Redazione

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