Yemen: attaccato oleodotto statale

Pubblicato il 5 aprile 2020 alle 12:40 in Medio Oriente Yemen

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Ministero del Petrolio e dei Minerali yemenita ha denunciato un attacco da parte dei ribelli Houthi ad una stazione di pompaggio di un oleodotto nel governatorato di Ma’rib, a Est della capitale San’a, il 5 aprile. L’impianto è gestito dalla compagnia petrolifera statale dello Yemen Safer, tuttavia, stando a quanto riferito dal Ministero, il sito colpito è inattivo da molti anni. I ribelli Houthi non hanno ancora risposto a tali accuse.

Stando a quanto riportato da Arab News, il Ministero yemenita ha definito l’attacco un crimine e una conferma del tentativo da parte del gruppo ribelle sciita di distruggere le possibilità del popolo, confermando quanto essi siano lontani da valori nazionali e umani. L’istituzione ha rivolto un appello a tutti gli attori politici del Paese e esteri affinché intervengano per porre fine all’esistenza delle milizie Houthi e adottino misure per garantire la sicurezza delle strutture rimanenti, che appartengono al popolo. In particolare, il Ministero ha richiesto alle Nazioni Unite e a tutti gli Stati che incoraggiano una risoluzione pacifica del conflitto di assumere le proprie responsabilità umanitarie, morali e stoiche in Yemen e di porre fine ai crimini contro la popolazione, la stabilità e l’economia del Paese.

Lo scorso 3 aprile, il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha rivolto un ulteriore appello a livello mondiale per l’interruzione immediata di tutti i conflitti in corso, vista l’emergenza determinata dal dilagare del coronavirus. Il primo appello del 25 marzo è stato formalmente accolto da 70 Paesi a livello mondiale e da vari attori coinvolti nei conflitti in corso. Anche in Yemen l’appello è stato recepito dalle parti in conflitto ma alle dichiarazioni devono far seguito le azioni, ha reiterato il segretario. Guterres ha affermato che l’inviato speciale Onu in loco, Martin Griffiths, sta cercando di indurre le parti ad un dialogo per discutere la problematica del coronavirus, la sua gestione e il cessate il fuoco. Il segretario Onu ha esortato gli attori nazionali e internazionali coinvolti in Yemen a concludere tale “incubo umanitario” e a negoziare.

Lo scorso 2 aprile, l’ufficio di Griffiths ha riferito l’inizio dei colloqui volti a raggiungere un accordo per il cessate il fuoco e a discutere della pandemia di coronavirus. Ciò consentirà di definire una serie di misure umanitarie ed economiche per alleviare le sofferenze del popolo yemenita, di riprendere il dialogo politico e di porre definitivamente fine al conflitto.

Lo Yemen è teatro di continui scontri e tensioni e ha assistito ad una loro escalation dalla metà del mese di gennaio 2020, soprattutto nei governatorati di Ma’rib, Jawf e Sana’a. Nel Paese è in corso una guerra civile dal 19 marzo 2015, quando i ribelli sciiti Houthi hanno iniziato a combattere per il controllo sulle regioni meridionali del Paese. Il 21 settembre 2014, sostenuti dal precedente regime del defunto presidente Ali Abdullah Saleh, gli Houthi avevano effettuato un colpo di Stato che aveva consentito loro di prendere il controllo delle istituzioni statali della capitale Sana’a. Il presidente del governo legittimo, Rabbo Mansour Hadi, era stato inizialmente messo ai domiciliari presso la propria abitazione della capitale e dopo settimane, è fuggito, recandosi dapprima ad Aden e poi in Arabia Saudita.

Hadi è sostenuto dalla coalizione a guida saudita che è intervenuta nel conflitto il 26 marzo 2015 ed è stato riconosciuto anche dalla comunità internazionale come legittimo leader del Paese. La coalizione a suo sostegno comprende l’Arabia Saudita, gli Emirati Arabi Uniti, il Sudan, il Bahrain, il Kuwait, il Qatar, l’Egitto, il Marocco, la Giordania e il Senegal. I ribelli sciiti Houthi sono sostenuti, invece, dall’Iran e dalle milizie di Hezbollah.

 

Leggi Sicurezza internazionale il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.