Grecia: isolato secondo campo profughi

Pubblicato il 5 aprile 2020 alle 11:03 in Grecia Immigrazione

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Il Ministero per le Migrazioni greco ha annunciato che le autorità hanno disposto l’isolamento di un secondo campo profughi nel Paese, situato a Malakasa, nell’entroterra, dopo che un suo residente è risultato positivo al coronavirus, il 5 aprile.

L’uomo è stato ricoverato in un ospedale di Atene e le autorità stanno eseguendo controlli sui contatti che ha avuto per tracciare il percorso del virus. Il paziente positivo è un richiedente asilo di 53 anni, di origine afgana e risiede nella struttura di accoglienza con la propria famiglia.

Il campo profughi di Malakasa si trova a 40 km a Nord-Est di Atene ed è una struttura chiusa all’esterno, messa in funzione dal  marzo 2020 per accogliere i migranti arrivati nel Paese dall’inizio del mese. Il centro sarà isolato per due settimane con l’ausilio di ulteriori forze dell’ordine, le quali saranno inviate per assicurare l’implementazione delle restrizioni.

Lo scorso 2 aprile, le autorità greche hanno decretato l’isolamento del campo profughi di Ritsona per due settimane, dopo aver riscontrato 22 casi positivi al suo interno. Tra questi, c’era una donna di origine africana che è risultata positiva poco dopo il parto ed è stata il primo caso confermato della struttura.

Si tè trattato del primo caso accertato di diffusione del virus in un centro di accoglienza e ha destato grande preoccupazione. Per la sua posizione geografica, la Grecia ha rappresentato un importante punto d’accesso all’Europa per gran parte dei migranti in arrivo da Asia e Africa. Si stima che nei campi profughi del Paese vivano più di 100.000 migranti. Di essi, circa 40.000 si troverebbero nei campi sovraffollati delle isole greche dove, finora, non sono stati riscontrati casi di contagio. Tuttavia, i gruppi di soccorso hanno esortato il governo ad evacuarli perché ritengono che il virus potrebbe diffondersi rapidamente in tali strutture, data la loro situazione di degrado e sovraffollamento, rendendo poi impossibile il suo contenimento.

La Commissione Europea sta lavorando con la Grecia per preparare un piano di risposta alle emergenze e per far fronte a un potenziale focolaio di coronavirus sulle isole. Le autorità di Atene stanno prendendo provvedimenti per prevenire la diffusione dell’epidemia nei centri d’accoglienza, con test di temperatura obbligatori per i nuovi arrivati nei campi, sospensione delle visite, pulizia regolare delle aree comuni e istituzione di aree di quarantena e di recupero.

 La Grecia ha finora registrato un totale di 1.673 casi confermati, di cui 68 deceduti, 78 guariti e 1.527 ancora attivi. Dal 23 marzo, il governo ha imposto misure di isolamento a livello nazionale e sono stati interrotti il gli arrivi aerei da tutti i Paesi non europei e da Germania, Regno Unito, Italia e Spagna. La già debole economia greca dipende soprattutto dal settore turistico, per tanto si teme un suo crollo. Il 5 aprile, il ministro delle Finanze, Christos Staikouras, ha affermato che quest’anno ci sarà un calo economico del 3-4% ma il governo ha disposto un ammortizzatore da 37 miliardi di euro per sostenere il settore.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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