UE-Grecia, immigrazione: ricollocamento di 1600 minori entro Pasqua

Pubblicato il 4 aprile 2020 alle 6:48 in Europa Grecia Immigrazione

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La commissaria per gli Affari interni dell’Unione Europea, Ylva Johansson, ha dichiarato che 8 Stati membri sono pronti ad accogliere 1600 minori non accompagnati dai campi profughi delle isole greche. “Il primo ricollocamento sarà questa settimana o al massimo entro la settimana prossima”, ha precisato la Johansson, nel corso di una videoconferenza con la commissione Libertà civili (Libe) dell’Europarlamento. “Lavoriamo in un clima positivo con questi otto Paesi, che mostrano segni concreti di solidarietà proprio nel momento in cui ne abbiamo più bisogno”, ha aggiunto. La commissaria non ha esplicitamente menzionato i nomi di tutti i Paesi ma ha annunciato che i primi ricollocamenti saranno verso il Lussemburgo.

In un’intervista al quotidiano tedesco Deutsche Welle, venerdì 3 aprile, la Johansson ha poi lanciato un allarme generaleavvertendo di un possibile focolaio di coronavirus in uno dei campi sovraffollati della Grecia. “Dobbiamo fare di tutto per evitare questa situazione”, ha affermato la commissaria, dopo che Atene ha deciso di mettere in quarantena, giovedì 2 aprile, un intero campo profughi vicino alla capitale a causa della notizia di 20 richiedenti asilo positivi al coronavirus. Interrogata sulle azioni dell’UE rispetto alla possibile diffusione del virus all’interno dei campi sovraffollati della Grecia, la commissaria Johansson ha risposto che l’Unione sta lavorando molto duramente per istituire un piano d’azione di risposta alle emergenze insieme alle autorità greche. Quello che bisogna fare ora, però, è evacuare immediatamente le persone più vulnerabili in modo che possano essere messe al sicuro nelle camere d’albergo o negli appartamenti e non essere colpite dal virus, ha sottolineato la commissaria. “In più, supporteremo i campi con attrezzature, personale medico e altri tipi di iniziative che stiamo mettendo a disposizione delle autorità greche, dell’IOM e dell’UNHCR con cui stiamo lavorando a stretto contatto per affrontare questa situazione”, ha aggiunto.

Relativamente al discorso sulla crisi migratoria, che in Grecia, da diversi mesi, si sta dimostrando allarmante, la Johansson ha commentato: “Da quando ho assunto l’incarico di commissario, abbiamo lavorato molto duramente per trovare un nuovo accordo sull’immigrazione e l’asilo. Presto lo proporrò e spero che possa essere accettabile per tutti gli Stati membri. Stiamo anche lavorando in stretta collaborazione con il governo greco, le autorità greche e le organizzazioni delle Nazioni Unite per contribuire a migliorare le condizioni nei campi sovraffollati della Grecia e alleviare la pressione trasferendo le persone in altre strutture”. Infine, concludendo l’intervista, la commissaria ha precisato che di certo quello che succede in Grecia è responsabilità del governo di Atene ma il Paese non può essere lasciato solo. “La Commissione europea sta fornendo un supporto finanziario e materiale enorme e anche le ONG e le organizzazioni internazionali sono impegnate ad aiutare la Grecia”, ha dichiarato a Deutsche Welle.

Sono oltre 40 mila i richiedenti asilo bloccati nei campi profughi allestiti dall’Unione Europea nelle isole greche. Un numero 6 volte superiore alle effettive capacità di accoglienza delle strutture, secondo quanto stimato dall’ONG Oxfam. Alla luce di questa situazione, l’organizzazione aveva lanciato, il 18 marzo, un appello urgente alla Grecia affinché venissero forniti immediati aiuti umanitari alle persone intrappolate nelle isole e venissero cancellati i piani per la costruzione di nuovi campi di detenzione. Anche il Consiglio d’Europa di Strasburgo ha condannato la situazione sulle isole greche dell’Egeo, dove sono ospitati migliaia di migranti in condizioni disumane, e ha esortato il governo di Atene a prendere le dovute misure per contenere lo scoppio di una crisi umanitaria. La dichiarazione è stata rilasciata il 17 marzo dalla commissaria dei diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic, la quale, in una nota, ha riportato il caso di una bambina di 6 anni morta in un incendio nel campo di Moria, il 16 marzo. Il campo si trova sull’isola di Lesbo e l’incendio sarebbe scoppiato all’interno di uno spazio abitativo e, da lì, propagatosi su gran parte della struttura a causa del forte vento. “Questa è un’altra tragica prova di quanto sia urgente migliorare la sicurezza e le condizioni sanitarie sulle isole dell’Egeo”, ha sottolineato la Mijatovic, aggiungendo che “le autorità greche devono agire ora per prevenire altre tragedie e pianificare un rapido decongestionamento delle isole”.

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Chiara Gentili

di Redazione

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