Coronavirus: oltre 1 milione di casi nel mondo

Pubblicato il 4 aprile 2020 alle 6:37 in Home

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Il bilancio totale di casi di coronavirus nel mondo ha superato quota 1 milione. Allo stesso tempo, i morti risultano più di 53.000 e i guariti sono circa 210.000, allo stato attuale. Gli Stati Uniti, il Paese più duramente colpito al momento, hanno registrato più di 5.600 morti per coronavirus, secondo i dati della Johns Hopkins University. In un giorno, sono morte circa 1.200 persone, il bilancio giornaliero di vittime più alto finora a livello globale. I contagi confermati negli USA sono invece più di 236.000. In Europa, la Spagna ha superato le 11.000 vittime a causa della malattia, registrando, in un solo giorno, il picco nazionale di 950 morti. Le autorità sanitarie iberiche affermano da diversi giorni che la Spagna probabilmente sta già superando il picco delle trasmissioni, il che significa che stanno affrontando i giorni più difficili, con un maggiore accumulo di pazienti, un peggioramento del collasso negli ospedali e un inevitabile aumento del bilancio delle vittime.

In Italia, invece, il totale delle vittime ha superato le 14.000 persone. Secondo quanto riferito dal capo della Protezione civile italiana, Angelo Borrelli, il blocco nazionale potrebbe continuare oltre i primi di maggio. In un’intervista radiofonica con la RAI, rispondendo alla domanda se le misure sarebbero rimaste in vigore per molte altre settimane, Borrelli ha affermato: “Purtroppo sarà così. Non credo che questa situazione sarà passata entro il primo maggio, dobbiamo essere estremamente rigorosi”. Questa settimana, il governo di Roma ha esteso il lockdown, che impone restrizioni ai movimenti e interruzioni delle attività non essenziali, fino al 13 aprile.

L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato all’unanimità una risoluzione che riconosce “gli effetti senza precedenti” della pandemia di coronavirus e chiede “l’intensificazione della cooperazione internazionale per contenere, mitigare e sconfiggere” la malattia. Il presidente dell’Assemblea generale, Tijjani Muhammad-Bande, ha inviato una lettera a tutti i Paesi membri delle Nazioni Unite, nella notte di giovedì 2 aprile, informandoli che non cerano state obiezioni alla risoluzione, intitolata Solidarietà globale per combattere il coronavirus. Il documento, preparato da Ghana, Indonesia, Liechtenstein, Norvegia, Singapore, Svizzera e Liechtenstein, è stato dunque votato da tutti i 193 Stati membri dellAssemblea. Si tratta della prima risoluzione delle Nazioni Unite sulla pandemia. LONU riconosce che la malattia, nota anche come COVID-19, ha provocato “gravi perturbazioni per le società e le economie mondiali, nonché ripercussioni sui viaggi e sui commerci globali e un impatto devastante sul sostentamento delle persone”. La risoluzione enfatizza poi la condizione dei più poveri e dei più vulnerabili, che necessitano di assistenza maggiore, e sottolinea che, nonostante la gravità dellemergenza, non si può prescindere dal rispetto dei diritti umani e dalla condanna di qualsiasi forma di razzismo, discriminazione o xenofobia, soprattutto nella definizione delle politiche di risposta al coronavirus.

Dopo essere comparso per la prima volta in Cina, nella regione di Wuhan, a dicembre, il cosiddetto COVID-19 si è diffuso globalmente contagiando almeno 181 Paesi. Laggiornamento costante sui numeri della malattia è fornito dallUniversità di John Hopkins, con sede negli Stati Uniti.

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Chiara Gentili

di Redazione

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