Coronavirus: Egitto e Emirati Arabi Uniti rimandano importanti progetti

Pubblicato il 4 aprile 2020 alle 19:55 in Egitto Emirati Arabi Uniti

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La diffusione a livello globale dell’epidemia di coronavirus ha indotto l’Egitto e gli Emirati Arabi Uniti (UAE) a posticipare importanti progetti ed eventi previsti per il 2020.

Il 4 aprile, il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, ha deciso di rimandare al 2021 il lancio di alcuni grandi progetti nazionali, tra cui quello del Grand Egyptian Museum e lo spostamento di molti impiegati pubblici nelle sedi amministrative di quella che sarà la Nuova Capitale Amministrativa (NAC) del Paese. Tali iniziative erano previste per il 2020 ma saranno rimandate a causa della diffusione del coronavirus nel Paese.

In precedenza, il governo di Al-Sisi aveva dichiarato di voler iniziare a dirigere il Paese dalla nuova capitale già a metà 2020. Il progetto, che ha un valore di oltre 58 miliardi di dollari, è stato lanciato il 13 marzo 2015 e prevede la costruzione di una nuova capitale amministrativa ed economica per l’Egitto. La città sorgerà a 45 km ad Est de Il Cairo e il piano originale prevedeva l’inizio del trasferimento di impiegati pubblici a giugno 2020. Tuttavia, altre problematiche erano state riscontrate già prima del coronavirus, a causa di difficoltà legate al reperimento dei fondi necessari a completare il progetto.

L’Egitto ha riportato il suo primo caso di coronavirus lo scorso 14 febbraio e, a oggi,  il numero di casi confermati è arrivato a 985, di cui 66 deceduti, 216 guariti e 703 ancora attivi. Nel Paese, sono stati organizzati circa 50 centri per il test del coronavirus e 8 ospedali dedicati all’isolamento e alla cura.  Il 2 aprile, per combattere la pandemia, il governo di Al-Sisi ha disposto ulteriori 64 milioni di dollari da destinare ai servizi sanitari oltre ai 125 miliardi di sterline egiziane già previsti. Tuttavia, negli ultimi anni, gli investimenti sul settore sanitario pubblico sono stati insufficienti e ciò rappresenta un grande punto di debolezza nel far fronte all’emergenza attuale.

Oltre all’Egitto, anche gli UAE potrebbero rimandare una delle più grandi iniziative previste per il 2020. Il 4 aprile, il Paese ha richiesto ufficialmente il rinvio dell’Expo 2020 a Dubai a causa della diffusione del coronavirus e delle conseguenze da esso determinate. Le date alternativamente proposte sarebbero il primo ottobre 2021 o il 31 marzo 2022. Gli UAE hanno, tuttavia, richiesto di mantenere il nome dell’evento Expo 2020 Dubai. Questo è quanto ha riferito il comitato preposto alla sua organizzazione, con sede a Parigi e noto come Bureau International des Expositions (BIE). Quest’ultimo ha fissato una riunione per il prossimo 21 aprile per discutere un eventuale cambio di data. Affinché la richiesta degli UAE venga approvata è necessario il voto favorevole dei 2/3 degli Stati membri del BIE.

A oggi, gli UAE hanno registrato un totale di 1.505 casi confermati, 10 decessi e 125 guariti. Per far fronte all’emergenza nel Paese sono state adottate misure estremamente restrittive con multe in denaro per i trasgressori. Il 4 aprile, il governo di Abu Dhabi ha deciso di prolungare a tempo indeterminato il coprifuoco notturno, che va dalle 20:00 alle 6:00, per disinfettare i luoghi pubblici e arrestare la diffusione del virus. Tale misura, nota come National Disinfection Programme, è stata istituita lo scorso 26 marzo e doveva prolungarsi fino al 5 aprile.

Oltre agli UAE anche gli altri Paesi del Golfo stanno subendo la diffusione della pandemia. Il 4 aprile, il Kuwait, ad esempio ha annunciato il primo decesso da coronavirus e i suoi casi totali sono arrivati a 479.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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