Cina: lutto nazionale e proteste vietnamite

Pubblicato il 4 aprile 2020 alle 11:27 in Cina Vietnam

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La Repubblica Popolare Cinese (RPC) ha osservato una giornata di lutto nazionale per ricordare tutte le vittime del coronavirus, il 4 aprile. Nella stessa data, il Vietnam ha presentato a Pechino una protesta formale dopo che un’imbarcazione della Guardia Costiera cinese ha affondato un peschereccio vietnamita nel Mare Cinese Meridionale, il 2 aprile.

Il 4 aprile è la giornata in cui ricorre il Giorno degli antenati, la festa di Qinming, durante la quale il popolo cinese ricorda e fa omaggio ai propri defunti nei luoghi in cui essi sono stati sepolti. Quest’anno, in tale occasione, la RPC ha reso omaggio a tutti i concittadini che sono stati vittime del coronavirus. Le bandiere nazionali sono state issate a mezz’asta e dalle 10:00, ora locale, sono stati osservati tre minuti di silenzio in cui sono suonate allarmi contro i raid aerei, clacson di automobili, fischi di treni e sirene di navi. I consolati e le ambasciate della RPC all’estero hanno anch’essi osservato il lutto e nella giornata del 4 aprile sono state sospese tutte le loro attività pubbliche e ricreative.

A Pechino, nel distretto di Zhongnanhai, dove ha sede il governo e il Partito comunista cinese(Pcc), i leader del Paese hanno commemorato i concittadini scomparsi. Alla cerimonia erano presenti il presidente, Xi Jinping, il primo ministro, Li Keqiang, e tutte le alte cariche di Stato e di partito, che hanno indossato fiori bianchi al petto e hanno osservato i tre minuti di silenzio difronte all’edificio Huairen, in cui avvengono importanti incontri di partito e governo e in cui si sono tenuti significativi eventi per la storia della RPC. Alla porta dell’edificio è stato affisso un drappo nero con su scritto: “Onoriamo la morte dei compatrioti e il sacrificio dei martiri deceduti a causa del coronavirus”.

L’agenzia di stampa cinese Xinhua ha definito il coronavirus l’emergenza sanitaria pubblica che ha avuto la più rapida diffusione, la maggiore violenza ed è stata la più difficile da contenere dalla fondazione della RPC, il primo ottobre 1949. Stando ai dati rilasciati dalla Commissione nazionale per la Salute, dalla comparsa del coronavirus nel dicembre 2019, nel Paese sono stati registrati un totale di 81.639 casi, di cui 3.326 sono deceduti.

Mentre a Pechino si tenevano tali celebrazioni, Hanoi ha protestato per l’affondamento di un peschereccio con a bordo 8 vietnamiti da parte della Guardia Costiera cinese. L’incidente è avvenuto il 2 aprile all’altezza delle Isole Paracelso. Stando a quanto comunicato dalla Vietnam Fisheries Society, gli 8 uomini sono rimasti illesi e, dopo essere stati soccorsi dalla Guardia Costiera cinese, sono stati portati a bordo di altri due pescherecci vietnamiti. Il Ministero degli Esteri di Hanoi ha accusato l’imbarcazione cinese di aver violato la sovranità vietnamita sulle isole Paracelso, minacciato vite e danneggiato proprietà e interessi legittimi dei pescatori.

In seguito all’accaduto, lo scorso 3 marzo, la Guardia Costiera cinese ha affermato che il peschereccio si era illegalmente spinto nell’area, rifiutandosi di andarsene e che dopo aver compiuto manovre pericolose, c’è stata una collisione con l’imbarcazione cinese a seguito della quale è affondato.

Il Mar Cinese Meridionale rappresenta un punto critico nelle relazioni tra Pechino e molti Stati del Sud est asiatico. La RPC e Taiwan rivendicano in toto l’autorità su tali acque che sono, tuttavia, contese anche da Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, sebbene solo parzialmente. In esse transitano fiorenti rotte commerciali e sono ricche di giacimenti minerari.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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