Il Marocco e il coronavirus: tra le richieste degli attivisti e le riforme del Regno

Pubblicato il 3 aprile 2020 alle 16:22 in Africa Marocco

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Con gli ultimi nuovi 37 casi registrati tra il 2 ed il 3 aprile, il bilancio totale dei contagi da Covid-19 in Marocco ammonta a 735. Il governo ha adottato misure economiche “senza precedenti”, mentre la popolazione richiede il rilascio dei prigionieri politici e degli attivisti.

In particolare, l’ultimo aggiornamento del Ministero della Salute marocchino è delle ore 08:00 del mattino del 3 aprile. Il numero dei decessi è aumentato, giungendo a quota 47, mentre i casi di guarigione sono pari a 49. Tra le regioni maggiormente colpite vi è Casablanca, dove sono 217 i pazienti risultati positivi al Covid-19, mentre a seguire vi è Marrakech-Safi, con 130 casi. Nella capitale, poi, i contagi sono pari a 116. Tuttavia, è stato riportato, in una sola settimana, ovvero dal 27 marzo al 3 aprile, i casi sono pressoché duplicati nell’intero Paese.

Il Marocco ha attuato misure restrittive per arginare i contagi e ha imposto la quarantena in tutto il Paese, oltre allo stato di emergenza, dal 20 marzo, chiedendo la chiusura di tutte le attività non essenziali. A livello economico, il governatore della banca Al-Maghrib, Abdellatif Jouahri, ha disposto nuove misure che consentiranno alla Banca centrale del Marocco di triplicare le somme stanziate come fondi per le banche locali, così da poter far fronte alle conseguenze della pandemia. Inoltre, alla Banca centrale è stata data la possibilità di ampliare la gamma di obbligazioni e titoli da poter accettare in cambio di rifinanziamento, oltre che di estendere le scadenze per tali operazioni. Prorogate poi le scadenze delle rate dei prestiti per pubblici e privati.

Dal canto suo, il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Economia verde e digitale ha introdotto un programma volto a sostenere gli investimenti nella produzione di prodotti e attrezzature destinati a combattere la pandemia di coronavirus, attraverso un pacchetto di investimenti pari al 30% del valore necessario. I destinatari del programma sono le aziende che producono, tra i diversi prodotti, liquidi sterilizzanti, tute asettiche, soluzioni per la pulizia delle superfici, attrezzature per la sterilizzazione medica e articoli di pronto soccorso. Per il premier marocchino, Saad Eddine El Othmani, si tratta di misure senza precedenti e lungimiranti.

Inoltre, il Ministero dell’Economia ha affermato che le famiglie composte da due persone o meno riceveranno circa $ 80 al mese, quelle con tre o quattro persone $ 100 e le famiglie con più di quattro membri riceveranno $ 120. Tutti i dipendenti registrati presso il Fondo previdenziale, comprese le persone del settore della pesca e quelli sospesi dal lavoro a causa della pandemia, riceveranno $ 200 al mese ciascuno, oltre al rimborso delle spese mediche per coloro che sono inclusi nel sistema di assicurazione sanitaria obbligatoria. Non da ultimo, il Comitato di Vigilanza Economica ha istituito misure a sostegno delle piccole e medie imprese, con il fine di prevenire il collasso delle transazioni bancarie e preservare il livello di fiducia dell’economia marocchina.

La diffusione di Covid-19 e la crescente preoccupazione tra la popolazione marocchina ha sollevato la richiesta delle organizzazioni per i diritti umani e di diverse personalità di rilasciare i detenuti politici, gli esponenti di movimenti popolari e gli altri arrestati a causa dell’opinione e delle idee espresse. A riferirlo, il quotidiano arabo, al-Araby al-Jadeed, secondo cui quanto richiesto viene visto dalla popolazione come un modo per raggiungere una riconciliazione, in un periodo in cui gli occhi di tutti sono puntati sulle mosse attuate a livello politico.

Sin dall’imposizione dello stato di emergenza, il 20 marzo, politici, accademici, difensori dei diritti umani e alcuni media si sono mobilitati per rivolgere un “appello di speranza” al monarca marocchino, re Mohammed VI, al fine di concedere l’amnistia a tutti i suddetti detenuti, tra cui quelli arrestati nel corso dell’ondata di proteste del 2016, con la consapevolezza che ciò “aumenterebbe la fiducia e la speranza verso il futuro”. Per alcuni, il coronavirus potrebbe rappresentare per il Marocco un modo per riavvicinarsi a quella parte della popolazione che ha perso fiducia nello Stato e per ristabilire l’unità del Regno, attraverso passi concreti.

Il Marocco è stato a lungo incluso tra i Paesi più progressisti del mondo arabo. Tuttavia, negli ultimi anni, molti cittadini si sono resi conto del divario tra le promesse di maggiore libertà e la vita reale, dove i fenomeni di repressione sono frequenti. Diversi episodi, verificatisi negli ultimi mesi, hanno diffuso un risentimento sempre maggiore nell’opinione pubblica e portato centinaia di marocchini a protestare per le strade delle città, da Rabat a Casablanca. L’ONG Reporters Without Borders, che misura i livelli di libertà di stampa in diversi Paesi, posiziona il Marocco al 135esimo posto su 180, nella classifica mondiale.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.