La “responsabilità morale” degli USA di aiutare l’Iran

Pubblicato il 3 aprile 2020 alle 20:36 in Iran USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha affermato di avere una “responsabilità morale” nell’aiutare l’Iran nella sua lotta contro la pandemia di coronavirus se i leader del Paese chiedessero assistenza.

Tuttavia, ha riferito il presidente, le autorità iraniane non avevano ancora inoltrato alcuna richiesta. “Beh, non ci hanno nemmeno chiesto di farlo”, ha affermato Trump, quando un giornalista ha chiesto se gli Stati Uniti avevano preso in considerazione la possibilità di allentare le sanzioni contro l’Iran. “Se vogliono incontrarsi, ci piacerebbe incontrarci e risolveremmo il tutto”, ha aggiunto.

Dal 2018, l’amministrazione Trump ha imposto una politica di sanzioni “di massima pressione” contro Teheran. “L’ho dichiarato pubblicamente nei confronti dell’Iran”, ha affermato Trump durante una conferenza stampa, il 2 aprile. “Ho detto che se avessero bisogno di aiuto per quanto riguarda il virus, ci piacerebbe inviare – abbiamo i più grandi professionisti medici del mondo – ci piacerebbe inviarli”, ha dichiarato. Teheran ha riportato quasi 50.500 infezioni nel Paese di 81 milioni, con quasi 3.300 morti, tra cui diversi membri del governo. Tuttavia, il leader supremo dell’Iran, l’Ayatollah Ali Khamenei, ha rifiutato l’assistenza statunitense per combattere il coronavirus, suggerendo che potrebbe essere stato prodotto dal governo degli Stati Uniti. 

L’economia iraniana risente delle conseguenze economiche delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti sin dal ritiro unilaterale di Washington dall’accordo sul nucleare iraniano, l’8 maggio 2018. Risale al 12 marzo scorso l’appello del ministro degli Esteri iraniano, Mohammad Javad Zarif, per chiedere la diminuzione delle sanzioni e l’invio di forniture sanitarie. Parallelamente, secondo quanto rivelato dal direttore della Banca Centrale, Abdolnaser Hemmati, l’Iran ha chiesto al Fondo Monetario Internazionale (FMI) un prestito di 5 miliardi di dollari per contrastare con efficacia la diffusione del virus e l’attuazione del Rapid Financing Instrument (RFI), un meccanismo di finanziamento del FMI.

In tale quadro, il 17 marzo, Washington ha inserito 7 nuove società internazionali nella lista nera per l’acquisto di prodotti petrolchimici iraniani, alcune con sede in Sud Africa, Hong Kong e Cina. Il 19 marzo, poi, sono state imposte nuove sanzioni contro altre 5 società. Sebbene gli Stati Uniti si siano detti disposti ad offrire aiuti umanitari al popolo iraniano per far fronte all’emergenza, per alcuni gli USA non accetteranno di revocare le sanzioni imposte sino ad ora contro l’Iran e facilitare la ripresa di Teheran in una fase delicata.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.