Kosovo: terminano le consultazioni per la formazione del nuovo governo

Pubblicato il 3 aprile 2020 alle 12:00 in Europa Kosovo

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Dopo aver incontrato i leader dei partiti del Paese, il presidente del Kosovo, Hashim Thaci, ha chiesto alla formazione politica vincitrice delle scorse elezioni, Vetevendosje, di proporre un nuovo primo ministro. 

È quanto rivelato dal Prishtina Insight, il quale ha altresì sottolineato che la decisione di Thaci risulta in linea con l’articolo 95 della Costituzione del Kosovo, secondo il quale, in caso di sfiducia del primo ministro, deve essere il primo partito del Paese a proporre un nuovo candidato per tale incarico. 

Tuttavia, la lettera di Thaci indirizzata a Vetevendosje è giunta solo dopo le consultazioni del presidente con tutti i partiti politici presenti in Parlamento, ai quali il capo di Stato ha chiesto pareri su come procedere a seguito della sfiducia approvata lo scorso 25 marzo, soprattutto alla luce della pandemia in corso. 

La prima figura ad essere stata incontrata da Thaci è stato il premier sfiduciato, Albin Kurti, leader di Vetevendosje, il quale ha ribadito di ritenere che l’unica via possibile sia la convocazione di nuove elezioni al termine dell’emergenza da coronavirus.  

Diversamente da Vetevendosje, gli altri partiti sembrano a favore della nomina immediata di un nuovo Governo, senza andare ad elezioni. 

In particolare, durante i loro incontri con Thaci, sia il leader del PDK, Kadri Veseli, sia dell’LDK, Isa Mustafahanno dichiarato di essere contrari alla convocazione di nuove elezioni. In aggiunta, Mustafa, il quale è stato il promotore del voto di sfiducia, ha sottolineato la necessità di formare un nuovo governo in grado di combattere l’emergenza da coronavirus. Una simile posizione, inoltre, è stata espressa dal leader dell’AAK, Ramush Haradinaj, ex premier, e dal rappresentante del gruppo delle minoranze etniche del Kosovo, Albert Kinolli, il quale ha sottolineato la necessità di formare un governo nuovo e stabile. In aggiunta, il leader di Nisma, Fatmir Limaj, ha chiesto al capo di Stato di non sciogliere il Parlamento. 

Da parte sua, già al termine dell’incontro con Kurti, Thaci aveva dichiarato di ritenere essenziale per il Kosovo la nomina di un nuovo governo, il quale deve necessariamente riempire il “vuoto istituzionale”. Tuttavia, secondo quanto sottolineato dal direttore dell’Istituto del Kosovo per la Ricerca e lo Sviluppo delle Politiche Pubbliche, Lulzim Peci, attualmente non vi è alcun vuoto, dato che il governo rimane in carica ad interim, sebbene privato del potere di proporre leggi al Parlamento.  

Secondo quanto sottolineato dal Pristina Insight, le principali opzioni in Kosovo sono due. La prima è lo scioglimento delle camere, il che richiederebbe la convocazione di nuove elezioni entro i 45 giorni successivi. La seconda opzione è la nomina di un nuovo candidato premier da parte di Vetevendosje, il quale tuttavia ha dimostrato di non voler procedere in tale direzione. A complicare ulteriormente il quadro giunge un ulteriore fattore, rappresentato dal fatto che la costituzione non dà a Vetevendosje alcun limite di tempo, né obbligo, per la nomina di nuovo potenziale premier.  

In aggiunta, nel caso di proposta di una nuova figura da parte del primo partito del Kosovo, il Parlamento può anche non approvare tale nomina. In tal caso, toccherebbe al secondo partito del Paese, la Democratic League of Kosovo (LDK), promotore della mozione di sfiducia, proporre un nuovo potenziale premier. Ciò rende ancora meno probabile l’individuazione di una figura da parte di Vetevendosje.  

A seguito della mozione di sfiducia approvata in Kosovo, il leader dell’LDK, Isa Mustafa, aveva dichiarato di essere disposto a raggiungere un accordo di coalizione con i partiti minori del Parlamento, senza tuttavia escludere la possibilità di andare nuovamente al governo con Vetevendosje. 

Lo scorso 25 marzo, il Parlamento del Kosovo aveva approvato la mozione di sfiducia nei confronti del premier, Albin Kurti. La sfiducia era stata votata a favore da 82 parlamentari, a fronte di 32 voti contrari e una astensione. Tutti i membri dell’altro partito di coalizione, LDK, promotore della sfiducia, insieme al partito democratico e alla lista della comunità serba avevano votato a favore della sfiducia.     

Secondo quanto riportato, nel corso della discussione della sfiducia era stato posto l’accento da parte del partito di Kurti in merito alla volontà dell’opposizione di proclamare lo stato di emergenza in Kosovo per proporre uno scambio territoriale con la Serbia, in seguito smentito dagli Stati Uniti. Dall’altra parte, LDK e l’opposizione hanno accusato Kurti di autoritarismo, di mancato rispetto dell’accordo di coalizione e di deterioramento delle relazioni con gli Stati Uniti.    

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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