Italia-Egitto: vertice telefonico tra Conte e Al-Sisi

Pubblicato il 3 aprile 2020 alle 19:00 in Egitto Italia

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Il presidente dell’Egitto, Abdel Fattah Al-Sisi, ha avuto un vertice telefonico con il premier italiano, Giuseppe Conte, interamente dedicato al coronavirus. 

È quanto rivelato, venerdì 3 aprile, dall‘ufficio dellpresidenza egiziana, il quale ha altresì specificato che nel corso del colloquio telefonico Al-Sisi ha rinnovato la piena solidarietà dell’Egitto verso il governo e i cittadini italiani. In aggiunta, secondo quanto rivelato dal portavoce del presidente egiziano, Bassam Radi, il vertice è stato anche un’occasione per annunciare la disponibilità dell’Egitto ad aiutare l’Italia ad affrontare l’attuale emergenza da coronavirus. 

Da parte sua, Conte ha accolto con favore la disponibilità del presidente egiziano, sottolineando come questa sia una conferma dell’antico legame che vi è tra i due Paesi. In aggiunta, il premier italiano ha dichiarato che Roma rafforzerà la propria collaborazione con le autorità sanitarie del Cairo in materia di contrasto alla diffusione del virus. 

Le relazioni tra Italia ed Egitto si sono incrinate quando, il 3 febbraio 2016, è stato rinvenuto vicino al Cairo il corpo senza vita di Giulio Regeni, un dottorando di Cambridge che si trovava in Egitto per studiarne i sindacati, rapito il 25 gennaio dello stesso anno. Dal ritrovamento del corpo sono ancora in corso indagini per capire chi siano stati i responsabili del suo assassinio. Inizialmente, era stata incolpata una banda criminale locale specializzata in rapimenti di stranieri, i cui membri sono stati uccisi dalla polizia egiziana. In seguito, le forze di sicurezza locali hanno ammesso di aver trattenuto Regeni il giorno della sparizione e, da quel momento, l’Italia esercita pressioni per ricevere chiarimenti in merito al ruolo dell’Agenzia per la Sicurezza Nazionale egiziana in riferimento al caso. Da parte sua, l’Egitto nega ogni coinvolgimento. 

Tuttavia, lo scorso 14 febbraio era emersa la possibilità della sigla di un accordo tra Egitto e Italia sulla vendita di armi, in grado, secondo gli esperti, di migliorare le relazioni tra i due Paesi. Nello specifico, l’Arab Weekly  aveva annunciato il probabile acquisto da parte dell’Egitto di 6 fregate multiuso FREMM, 20 imbarcazioni per le operazioni di pattugliamento off-shore, 24 jet Eurofighter, numerosi jet avanzati da addestramento e un satellite. Il tutto per un valore di circa 10.7 miliardi di dollari. 

Tale trattativa era stata commentata da un professore di scienze politiche all’Università del Cairo, Akram Badreddine, il quale aveva sottolineato come si trattasse di un possibile cambio di rotta nelle relazioni tra i due Paesi, segnalando il rilassamento e l’intensificazione delle relazioni tra Egitto e Italia. 

Intanto, continuano le indagini relative alla morte del giovane ricercatore italiano. In occasione della sessione della commissione parlamentare d’inchiesta a tale riguardo del 17 dicembre, il PM Sergio Colaiocco aveva annunciato di ritenere che gli apparati di sicurezza egiziani abbiano tessuto una ragnatela intorno Regeni, controllato e monitorato prima del suo rapimento e del suo omicidio. In particolare, persone a lui vicine, tra cui il suo coinquilino avvocato, il sindacalista degli ambulanti e Noura Whaby, l’amica che lo aiutava nelle traduzioni, sarebbero state sfruttate dai medesimi servizi egiziani per fornire informazioni sul caso. 

Successivamente, il 15 gennaio, il procuratore generale del Cairo, Hamada El-Sawyaveva annunciato di aver formato una nuova squadra volta ad indagare sul caso. L’annuncio era giunto in occasione della visita di una squadra di investigazione italiana, recatasi nella capitale egiziana nello stesso giorno.  

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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