Europa e Turchia coordinano la risposta all’emergenza globale

Pubblicato il 3 aprile 2020 alle 19:19 in Europa Turchia

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Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, e il capo del Consiglio Europeo, Charles Michel, durante una telefonata, il 3 aprile, hanno discusso delle relazioni bilaterali e delle questioni regionali.

Erdogan e l’UE Charles Michel hanno discusso anche degli sforzi per combattere il COVID-19, secondo quanto ha affermato la direzione delle comunicazioni turca. Questa settimana la Turchia ha inviato aiuti medici in Italia e Spagna, le nazioni più colpite in Europa dal nuovo coronavirus. 

Sempre il 3 aprile, la Commissione Europea ha approvato le richieste dei Paesi dell’UE e della Gran Bretagna di rinunciare temporaneamente ai dazi doganali e all’IVA sui dispositivi medici importati, per aiutare a combattere la pandemia di coronavirus. I beni comprendono maschere, kit di tamponi e ventilatori. L’esenzione si applicherà per un periodo di 6 mesi, con la possibilità di un’ulteriore estensione. La decisione prende effetto retroattivamente dal 30 gennaio. “Rinunciando ai dazi doganali e IVA sulle importazioni di questi prodotti al di fuori dell’UE, la Commissione Europea contribuirà a rendere tali prodotti più accessibili”, ha dichiarato Paolo Gentiloni, commissario europeo per l’economia. 

A causa della pandemia, Ankara chiede un allentamento delle sanzioni internazionali e uno stop ai conflitti. Il ministro della Sanità, Fahrettin Koca, ha dichiarato che la Turchia è tra i Paesi che stanno adottando misure “forti” per combattere il coronavirus, che ha contagiato oltre 1 milione di persone in tutto il mondo. “Una sfida globale richiede una risposta globale, prima sul fronte della salute pubblica e poi nell’economia, e nel lungo periodo nel riformare le istituzioni internazionali e nel modo in cui i Paesi le supportano”, ha aggiunto.

In tale contesto, il ministro degli Esteri, Mevlut Cavusoglu, ha invitato le istituzioni internazionali ad assumere un ruolo efficace nell’assistenza finanziaria e medica, nonché nella protezione di comunità fragili, migranti e rifugiati. “Le reti di approvvigionamento globali e i trasferimenti di merci devono funzionare senza ostacoli”, ha affermato. Il ministro degli Esteri ha anche affrontato il tema delle sanzioni internazionali, sostenendo che queste non solo feriscono i Paesi colpiti ma anche i loro vicini. “Le sanzioni come strumento politico devono essere valutate dal punto di vista umanitario. In un momento di pandemia, questo rischio è ancora più elevato”, ha dichiarato Cavusoglu

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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