Coronavirus: l’Argentina chiede a Trump di revocare embargo contro Cuba

Pubblicato il 3 aprile 2020 alle 6:28 in Argentina Cuba

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Il presidente argentino Alberto Fernández in piena lotta contro Covid-19 ha chiesto di revocare l’embargo imposto dagli Stati Uniti a Cuba e Venezuela, sottolineando che non si tratta di una questione politica ma umanitaria.

In un’intervista con la televisione pubblica argentina, il presidente ha sottolineato che dopo l’incontro dei leader del G20 per discutere della questione della pandemia, ha chiesto al suo omologo messicano Andrés López Obrador, nella sua veste di presidente pro tempore della Comunità economica dell’America Latina e dei Caraibi (Celac), di convocare un incontro simile di quel blocco per scoprire, ad esempio, come si pensa di affrontare la questione delle forniture mediche e igienico-sanitaria per i due Paesi sottoposti a embargo: Venezuela e Cuba.

“Qui non è una questione politica, è una questione umanitaria, non diciamo che siamo interessati alla vita dell’uomo se poi li abbandoniamo” – ha detto il capo dello stato argentino, dopo aver aggiunto che “in queste cose sono molto determinato, non ci sono diritti per i miei amici o per i miei nemici, tutti i paesi hanno il diritto di vivere bene e in salute. “

“Di fronte a una pandemia dobbiamo confrontarci con quei popoli che, a causa della decisione politica di qualcuno, sono sottoposti a un blocco che non consente loro di procurarsi cibo o medicine, quindi ho cercato di presentare al G20 ciò che vedo come una questione umanitaria” – ha continuato Fernández.

Il leader peronista, che nell’incontro online con i leader del G20 ha sostenuto l’idea della creazione di un fondo di emergenza umanitaria, ha sottolineato che nessuno è esente dal virus. “Il mondo è un grande villaggio globale e dobbiamo assumere le conseguenze che tutto ciò implica”.

Lanciando questo appello a Trump, Fernández si fa portavoce di una richiesta presentata nei giorni scorsi da diversi politici, intellettuali e personaggi pubblici argentini, che hanno chiesto la fine dell’embargo contro L’Avana per la durata della pandemia.

“Dobbiamo rivedere come funziona il mondo e pensare se non dobbiamo creare un sistema più egualitario in modo che tutti abbiano accesso a beni e servizi di base” – ha affermato Fernández, sottolineando che bisogna puntare a un capitalismo produttivo e non speculativo.

D’altra parte, Fernández ha manifestato apprezzamento la dichiarazione del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale sui creditori privati che dovrebbero smettere di addebitare interessi ai paesi indebitati, perché è impossibile pagarli. Il sostegno del FMI nel negoziato per la revisione del debito è fondamentale affinché l’Argentina possa implementare i piani economici e sanitari in questa congiuntura.

Ha precisato che l’Argentina ha ricevuto 300 milioni di dollari dalla Banca mondiale del credito per le questioni sociali e altri 35 milioni in più arriveranno esclusivamente per l’emergenza sanitaria. “È necessario formalizzare un grande fondo per andare in aiuto di chi ne ha più bisogno, penso sia anche indispensabile socializzare nel mondo gli elementi necessari per affrontare la pandemia. Questa è stata la mia richiesta oggi al G20, che tutti comprendiamo che questo non è un problema che si risolve da soli” – ha osservato.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

 

di Redazione

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