Tunisia-Arabia Saudita: colloquio telefonico tra il presidente Saied e il re Salman

Pubblicato il 2 aprile 2020 alle 9:32 in Arabia Saudita Tunisia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il re saudita, Salman bin Abdulaziz Al Saud, ha ricevuto, mercoledì primo aprile, una chiamata telefonica dal presidente tunisino, Kais Saied, durante la quale i due leader hanno discusso degli sviluppi dell’epidemia di coronavirus e della cooperazione tra i due Paesi per combattere la malattia. Saied, in particolare, ha elogiato i risultati dell’incontro straordinario del G20, presieduto dal re Salman, il cui obiettivo è stato quello di esaminare gli sviluppi e le minacce poste dalla diffusione del Covid-19. Il vertice, tenutosi il 26 marzo, è stato definito straordinario sia per le modalità di svolgimento, sia per la fase complessa che il mondo intero si trova ad affrontare. Nello specifico, la pandemia di coronavirus rappresenta una crisi e una grande sfida a livello globale ed è proprio per questo che i partecipanti si sono trovati costretti a incontrarsi virtualmente, ovvero da remoto.

Lo scopo del G20 di Riad è stato quello di prendere in esame le modalità e gli strumenti necessari volti a coordinare gli sforzi per contrastare il virus e la sua diffusione, limitandone gli effetti e le conseguenze negative a livello sia umanitario sia economico. Tra i partecipanti c’erano i membri del G20, oltre ad altri Stati invitati, tra cui Spagna, Giordania, Emirati Arabi Uniti, Svizzera e Singapore. Anche diverse organizzazioni internazionali avevano accettato l’invito, tra cui l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il Fondo Monetario Internazionale, la Banca Mondiale, le Nazioni Unite e l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO). Inoltre, anche i presidenti di Russia e Stati Uniti, ovvero Vladimir Putin e Donald Trump, avevano preso parte alla videoconferenza.

La speranza del monarca saudita era che l’incontro potesse portare alla realizzazione di iniziative in grado di rispondere alle aspettative e alle speranze di tutti i popoli del mondo, rafforzando al contempo il ruolo dei governi degli Stati membri del G20 e la loro unione nel far fronte all’emergenza. Da parte loro, anche i Paesi partecipanti si sono detti disposti ad impegnarsi per fronteggiare tale crisi, in collaborazione con le organizzazioni internazionali. Il vertice era stato altresì preceduto da una riunione virtuale dei ministri delle finanze e dei rappresentanti delle Banche centrali dei diversi Paesi del G20, i quali hanno altresì stabilito di sviluppare un “piano d’azione” comune volto a far fronte all’emergenza sanitaria.

Durante la sua chiamata telefonica, il presidente tunisino ha poi condannato, a nome del suo Paese, le milizie sciite Houthi, appoggiate dall’Iran, per il lancio di 2 missili balistici sul Regno. I ribelli sciiti Houthi hanno riferito di aver condotto “la maggiore operazione militare” del 2020 contro obiettivi “sensibili” situati in Arabia Saudita, con riferimento ai due missili lanciati il 28 marzo. In particolare, il portavoce delle milizie Houthi, Yahya Sarea, il 29 marzo, ha dichiarato che l’operazione condotta il giorno precedente aveva visto l’impiego di droni e missili ed era giunta in risposta alle azioni dei “Paesi aggressori”, con riferimento ai membri della coalizione a guida saudita. Tali Stati, è stato riferito, nei due giorni precedenti, ovvero il 27 e 28 marzo, avevano lanciato più di 80 missili contro i territori yemeniti. Pertanto, ha dichiarato il portavoce Houthi, le proprie milizie sono pronte a perpetrare operazioni ancora più sanguinose contro “il regime saudita”, se questo continuerà con le proprie azioni di assedio e aggressione in Yemen.

Il portavoce della coalizione internazionale a guida saudita, il colonnello Turki al-Maliki, aveva comunicato, da parte sua, il 29 marzo, che le forze di difesa aerea saudita avevano intercettato e abbattuto due missili balistici partiti dallo Yemen e lanciati dalle milizie sciite alle 11:23, ora locale, di sabato 28 marzo. I due ordigni sono stati indirizzati contro obiettivi civili situati nella capitale saudita Riad e nella città di Jizan, ma non hanno causato vittime. Due persone sono state lievemente ferite dai detriti caduti da uno dei missili che è stato fatto esplodere a mezz’aria sopra un distretto residenziale di Riad.

Di fronte a tale scenario, il governo yemenita ha condannato quanto compiuto dai ribelli sciiti, mentre il Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) ha evidenziato come gli Houhti e le operazioni da questi condotte rappresentino un pericolo non solo per il Regno saudita, bensì per l’intera regione del Golfo, minandone la sicurezza e stabilità. 

Oltre che dalla Tunisia, condanne simili sono giunte anche dai Paesi del Golfo, tra cui Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti (UAE). In particolare, questi ultimi hanno sottolineato come la sicurezza di Riad e Abu Dhabi siano indivisibili e che, pertanto, qualsiasi attacco contro il Regno saudita mina altresì la sicurezza emiratina e della regione, oltre all’unità manifestata dal mondo in tale periodo complesso. Per il Kuwait si è di fronte a “crimini atroci”.

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.