Kosovo: gli Stati Uniti criticano la decisione di Kurti

Pubblicato il 2 aprile 2020 alle 11:59 in Kosovo USA e Canada

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Nonostante il Kosovo abbia rimosso i dazi al 100% sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia, le tensioni internazionali e interne non sono diminuite. 

È quanto rivelato, mercoledì 1° aprile, da The Associated Press, il quale ha specificato che ad aver alimentato le tensioni è stata la decisione di Kurti di sostituire i dazi con misure di reciprocità. Nello specifico, il premier sfiduciato del Kosovo ha deciso che i beni provenienti dalla Serbia siano dotati di certificazioni di qualità, come già previsto da Belgrado per i prodotti kosovari. 

Tale decisione è stata criticata dal Direttore del Dipartimento degli Affari con il Kosovo della Serbia, Marko Djuric, il quale ha dichiarato che le tensioni attuali non si ridurranno, né si tornerà allo stato precedente, finché Pristina non adotterà misure più civili. 

Anche gli Stati Uniti si sono detti contrari alla decisione del premier del Kosovo. Nello specifico, nella giornata del 1° aprile, l’ambasciata statunitense di Pristina ha rilasciato un comunicato ufficiale nel quale si legge che Washington è contraria alla decisione di adottare misure di reciprocità in riferimento ai beni in transito dalla Serbia. In particolare, aggiunge il Gazeta Express, tali misure sono considerate da Washington in grado di danneggiare i cittadini del Kosovo e l’economia del Paese. 

Diversamente, l’Alto rappresentante per la Politica Estera dell’UE, Josep Borrell, ha accolto con favore la mossa di Kurti, definendola una decisione importante. 

I dazi al 100% sui beni provenienti dalla Serbia e dalla Bosnia erano stati imposti il 21 novembre 2018 e sono causa di stallo delle relazioni tra il Kosovo e la Serbia. Il Kosovo aveva approvato tali dazi il giorno dopo la votazione sull’ingresso del Kosovo nell’Interpol, ostacolata dalla Serbia, accusata di aver condotto propaganda negativa contro Pristina. Da parte sua, la Serbia ritiene che le tariffe al 100% imposte dal Kosovo violino gli accordi regionali in merito alla libertà di movimento e di scambio, motivo per cui, come dichiarato dal presidente di Belgrado, Aleksandar Vucic, il dialogo tra i due Paesi non potrà riprendere prima del ritiro dei dazi da parte di Pristina.       

Lo scorso 21 marzo, Kurti aveva annunciato la decisione dell’esecutivo di rimuovere totalmente fino all’1 aprile i dazi sulle materie prime. Allo scadere del termine, Kurti ha annunciato la rimozione dei dazi anche sugli altri beni, ma ha altresì introdotto misure di reciprocità con gli altri due Paesi.  

Al momento dell’annuncio della parziale rimozione dei dazi, sia la Francia sia la Germania avevano accolto con favore la decisione di Kurti, considerata un segnale per la disponibilità a riavviare il dialogo con Belgrado. Gli Stati Uniti, invece, avevano criticato la parziale rimozione dei dazi, essendo promotori del completo abbandono delle tariffe che, secondo Washington, danneggiano i cittadini del Kosovo, soprattutto data l’emergenza sanitaria da coronavirus.   

In aggiunta, la decisione di Kurti di rimuovere solo parzialmente le tariffe è stata ampiamente criticata anche dall’opposizione dai ministri della sua stessa coalizione di governo, i quali hanno accusato il premier di essere promotore di una politica anti-americana. Tale posizione rappresenta il fulcro della mozione di sfiducia presentata contro il premier e approvata lo scorso 25 marzo. La sfiducia è stata votata a favore da 82 parlamentari, a fronte di 32 voti contrari e una astensione. Tutti i membri dell’altro partito di coalizione, LDK, promotore della sfiducia, insieme al partito democratico e alla lista della comunità serba hanno votato a favore della sfiducia.    

Secondo quanto riportato, nel corso della discussione della sfiducia è stato posto l’accento da parte del partito di Kurti in merito alla proclamazione dello stato di emergenza per proporre uno scambio territoriale con la Serbia, in seguito smentito dagli Stati Uniti. Dall’altra parte, LDK e l’opposizione hanno accusato Kurti di autoritarismo, di mancato rispetto dell’accordo di coalizione e di deterioramento delle relazioni con gli Stati Uniti.   

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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