Israele: aumentano i contagi da coronavirus, colpito anche il ministro della Salute

Pubblicato il 2 aprile 2020 alle 11:23 in Israele Medio Oriente

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Secondo gli ultimi dati riportati il 2 aprile, il bilancio dei contagi da Covid-19 in Israele ha raggiunto quota 6.211. Tra i casi positivi vi è altresì il ministro della Salute, Yaakov Litzman.

La notizia è stata riferita dal Ministero della Salute israeliano, il quale ha specificato che sia Litzman sia la moglie sono risultati positivi al test per il coronavirus e, pertanto, sono stati posti in isolamento. Tuttavia, è stato specificato, entrambi sono in buone condizioni. Il ministro, un uomo di 71 anni, è tra i sostenitori ed alleati del premier Benjamin Netanyahu e, in un primo momento, era apparso al suo fianco per aggiornare la popolazione israeliana sulla diffusione della pandemia e sulle misure necessarie a contrastarla. Negli ultimi giorni, invece, il suo posto era stato sostituito dal direttore generale del Ministero.

Litzman è a capo di un partito ebreo ultra ortodosso e ha più volte esortato la propria comunità a rispettare le disposizioni messe in atto dal governo israeliano per frenare la diffusione di Covid-19, soprattutto dopo che alcuni rabbini e altri esponenti avevano sottovalutato i reali rischi della malattia e criticato le misure del Ministero. In tale quadro, alcuni funzionari israeliani hanno dichiarato che gli ultra ortodossi potrebbero essere più inclini al contagio, in quanto i distretti in cui vivono sono solitamente poveri e sovraffollati.

Per quanto riguarda Netanyahu, dopo che una consulente parlamentare, Rivka Paluch, è risultata positiva al virus, il premier ha deciso di porsi in auto-isolamento, il 30 marzo. Tuttavia, non è chiaro se egli è stato precedentemente in contatto anche con Litzman, mentre diversi media hanno precisato che non vi può essere possibilità di contagio da Paluch e che la quarantena è da considerarsi una misura preventiva.

Nel frattempo, anche in Israele aumenta il numero di contagi da Covid-19. Al 2 aprile, i decessi da coronavirus risultano essere pari a 30, mentre i casi di guarigione ammontano a 289. Le ultime quattro morti sono da riferirsi alle 24 ore precedenti al rapporto della mattina del 2 aprile, in cui è stato specificato che 104 pazienti infetti versano in gravi condizioni. Secondo quanto riferito dal Ministero della Salute, a partire dal 2 aprile ogni israeliano è obbligato ad indossare una mascherina, nel caso sia costretto a lasciare la propria abitazione e a recarsi in luoghi pubblici.

Tutta la popolazione è stata nuovamente esortata a rimanere nelle proprie abitazioni e ad evitare di riunirsi in gruppi maggiori a 10 persone, mentre cresce altresì il numero dei cittadini sottoposti a controlli medici e tamponi, parallelamente alle operazioni di ammodernamento delle strutture sanitarie. Anche le scuole avevano già precedentemente interrotto le proprie attività, mentre, dal 15 marzo, i negozi sono chiusi, ad eccezione di supermercati, farmacie, banche e distributori di benzina. Inoltre, Tel Aviv ha chiuso i propri confini ai cittadini non residenti nella città.

Tra le misure che sembrano contraddistinguere Israele vi è l’impiego della tecnologia e, nello specifico, l’utilizzo di dispositivi in grado di monitorare i casi infetti e le persone che entrano in contatto con essi. In particolare, accedendo ai dispositivi cellulari e ai dati forniti dalle compagnie di telecomunicazione, la Shin Bet, ovvero l’agenzia di intelligence per gli affari interni, può controllare gli individui contagiati, e fare in modo che rispettino le misure stabilite e il divieto di uscire di casa, forzandoli alla quarantena.

In tale quadro, è stata proprio l’emergenza coronavirus ad aver spinto alla nomina del leader del partito israeliano Blue and White, Benny Gantz, come presidente della Knesset, il 26 marzo. Gantz, il principale rivale di Netanyahu, ha ricevuto, in realtà, sostegno proprio da membri della coalizione del premier attualmente in carica, facendo pensare ad una possibile alleanza volta a formare un governo di unità nazionale. “Questi non sono giorni normali e richiedono misure straordinarie da parte nostra”, ha dichiarato Gantz rivolgendosi alla Knesset, a cui ha riferito di voler profondere sforzi per formare un governo nazionale di emergenza.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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