Grecia, coronavirus: isolato un campo profughi vicino ad Atene

Pubblicato il 2 aprile 2020 alle 18:09 in Grecia Immigrazione

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In Grecia, le autorità hanno deciso di isolare un campo profughi vicino ad Atene dal momento che una donna, poco dopo aver partorito, e altri 21 rifugiati, residenti nella struttura, sono risultati positivi al coronavirus. “Da oggi, il campo viene messo in isolamento sanitario per due settimane”, ha dichiarato il Ministero dell’Immigrazione in una nota, giovedì 2 aprile. 

La donna, di origine africana, è stata la prima paziente risultata infetta nel campo greco di Ritsona, a circa 80 chilometri da Atene. Dopo di lei, altri 63 richiedenti asilo della struttura sono stati sottoposti ai test per il coronavirus, ma solo 20 sono risultati positivi e per di più asintomatici. Anche lo staff medico è stato sottoposto ai test, dal momento che la donna sarebbe risultata positiva dopo aver partorito, ma nessuno è stato infettato. La nota del Ministero ha precisato che tutti gli accessi al campo sono stati limitati e il cibo sarà direttamente consegnato ai residenti. Il personale medico aggiuntivo sarà inviato nell’area e tutti i residenti saranno sottoposti allo screening, ha aggiunto la dichiarazione.

Finora, ci sono stati 52 decessi e 1.415 casi di coronavirus in Grecia, dove gli abitanti sono più di 11 milioni. Nei campi, dove decine di migliaia di richiedenti asilo vivono in condizioni di scarso igiene e di sovraffollamento, sono state annunciate misure finalizzate a mantenere i residenti il più lontano possibile dalla popolazione locale. Il movimento dei rifugiati è stato drasticamente ridotto per i prossimi 30 giorni e l’accesso alle comunità vicine è consentito solo a piccoli gruppi sotto la supervisione della polizia, tra le 7:00 e le 19:00. Squadre mediche specializzate sono state schierate nei campi e sono state istituite aree di isolamento e punti di ispezione. Anche l’ingresso di visitatori esterni è vietato, ad eccezione dei rappresentanti delle ONG.

La situazione più critica resta comunque quella delle isole, dove i campi profughi risultano estremamente sovraffollati e l’esasperazione della popolazione locale cresce di giorno in giorno. La Commissione europea ha specificato che sta lavorando con la Grecia per preparare un piano di risposta alle emergenze e per far fronte a un potenziale focolaio di coronavirus sulle isole. Un portavoce della Commissione ha affermato che le autorità greche stanno prendendo provvedimenti per prevenire la diffusione della malattia, con test di temperatura obbligatori per i nuovi arrivati nei campi, sospensione delle visite, pulizia regolare delle aree comuni e istituzione di aree di quarantena e di recupero. Il portavoce ha inoltre fatto riferimento a un’iniziativa per incoraggiare gli Stati membri dell’UE ad accogliere i bambini non accompagnati delle isole greche. Sette paesi hanno promesso, a inizio mese, che daranno accoglienza a più di 1.600 bambini. “Sono in corso discussioni sugli aspetti operativi e pratici del ricollocamento dei minori e speriamo vivamente di mettere in atto questa operazione il più presto possibile”, ha affermato il portavoce della Commissione. Tuttavia, le crescenti misure restrittive nei Paesi europei per far fronte al dilagare dell’epidemia sollevano interrogativi sulla rapidità del trasferimento. La Grecia ha inaugurato il blocco, lunedì 23 marzo, imponendo la quarantena a tutti i cittadini.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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