Gli USA mettono in dubbio l’accuratezza dei dati forniti dalla Cina

Pubblicato il 2 aprile 2020 alle 19:53 in Cina USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che le statistiche sul coronavirus fornite dalla Cina sembravano “un po’ troppo positive” e il suo consulente per la sicurezza nazionale ha affermato che Washington non ha modo di verificare se i dati di Pechino siano o meno accurati.

I commenti sono arrivati dopo che un parlamentare repubblicano ha messo in dubbio i dati forniti da Pechino e l’agenzia di stampa, Bloomberg News, ha dichiarato che un rapporto segreto dell’intelligence statunitense aveva concluso che la Cina non aveva riferito tutti i casi totali d’infezione e tutte le morti subite. Pechino ha riportato meno contagi e meno decessi degli Stati Uniti, che ora sono il più grande focolaio del mondo, con 214.000 casi confermati e 4.800 morti. 

Il primo aprile, Trump ha parlato durante un briefing quotidiano della sua task force sul coronavirus e ha affermato di non aver ricevuto un rapporto dell’intelligence sui dati della Cina, ma aggiunto: “I numeri sembrano essere un po’ troppo positivi – e sono gentile quando lo dico – rispetto a ciò a cui abbiamo assistito e a ciò che è stato riportato”. Il presidente degli USA ha affermato di aver discusso di come la Cina abbia affrontato l’epidemia di coronavirus in una telefonata con il presidente cinese, Xi Jinping, lo scorso 27 aprile. Tuttavia, i due leader non avrebbero affrontato la questione relativa ai dati numerici forniti da Pechino. 

Trump, che ha attenuato le sue critiche sulla gestione dell’epidemia da parte di Pechino, ha sottolineato che le relazioni degli Stati Uniti con la Cina erano “molto buone” e che entrambe le parti volevano mantenere l’accordo per la fine della guerra commerciale tra i due colossi mondiali. La portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, durante un briefing quotidiano a Pechino, il 2 aprile,  ha ribadito che la Cina è stata aperta e trasparente sull’epidemia di coronavirus e ha criticato severamente i funzionari statunitensi che hanno dubitato di ciò. “I commenti di quei politici statunitensi sono solo sfacciati e moralmente ripugnanti”, ha affermato. “Dovrebbero abbandonare una tale politicizzazione dei problemi di salute pubblica. Questo è solo immorale e disumano”, ha aggiunto. 

Il consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, Robert O ‘Brien, da parte sua, ha dichiarato che Washington non è “nella posizione di confermare i numeri che stanno arrivando dalla Cina”. “Ci sono molte segnalazioni pubbliche sul fatto che i dati siano troppo bassi”, ha aggiunto. Il COVID-19 è stato rilevato per la prima volta nella città cinese di Wuhan, lo scorso dicembre, e si è poi diffuso in almeno 180 Paesi e regioni di tutto il mondo. Il suo epicentro si è poi spostato in Europa, mentre la Cina sta uscendo dalla crisi. Il virus ha infettato oltre 941.900 persone in tutto il mondo, mentre circa 195.900 pazienti si sono ripresi dalla malattia, secondo i dati della Johns Hopkins University, con sede negli Stati Uniti. I decessi sono oltre 47, 500 a livello globale.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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