Esercitazione militare degli USA nel Mare delle Filippine

Pubblicato il 2 aprile 2020 alle 16:32 in Filippine USA e Canada

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Gli Stati Uniti hanno avviato un’esercitazione nel Mare delle Filippine che prevede l’utilizzo di velivoli F-35 armati con bombe a guida laser. Tale addestramento rischia di aumentare le tensioni con la Cina. 

La notizia è stata riferita dai Marines statunitensi con un post su Twitter, il 2 aprile. Le forze armate degli USA sono impegnate nel “condurre un addestramento di routine con gli F-35 a bordo della USS America”. La USS America è una nave d’assalto in grado di trasportare aerei, tra cui jet da attacco e velivoli per la fanteria, come il V-22 Osprey. L’esercitazione arriva in un clima di diffusa tensione tra gli Stati Uniti e la Cina, con Washington che insiste per difendere la libertà di navigazione nella regione, mentre Pechino cerca di imporre le proprie rivendicazioni nell’area. 

Il mare delle Filippine è situato ad Est dell’isola di Taiwan e del Mar Cinese Meridionale. In generale, la costa cinese Sud-orientale è una delle aree strategicamente più delicate della regione asiatica. Il governo di Pechino considera Taiwan una sua provincia, ma l’isola è amministrata democraticamente da un governo che si considera indipendente. In tale contesto, la Cina ha reso noto in varie occasioni di essere pronta a riprendere tale territorio con la forza.  Gli Stati Uniti non intrattengono relazioni formali con la repubblica di Taiwan, tuttavia, secondo l’Accordo sulle relazioni tra i due Paesi, siglato nel 1979, Washington ha il dovere e l’obbligo di aiutare l’isola nella salvaguardia delle proprie capacità di autodifesa. Per tale ragione, gli USA risultano il principale fornitore di armi di Taiwan. Da quando il presidente americano, Donald Trump, è entrato nella Casa Bianca, gli Stati Uniti stanno conducendo una politica più aggressiva, mandando frequenti pattuglie militari nelle acque contese. 

Anche il Mar Cinese Meridionale è un’area contesa tra gli Stati del Sud-Est asiatico. Cina e Taiwan la rivendicano in toto, mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei solo parzialmente. Le rotte presenti generano scambi commerciali di enorme valore e sono ricche di giacimenti minerari. Se Pechino continua a ribadire la sua sovranità sulle acque per motivazioni storiche, Washington presidia la zona con il passaggio di navi militari per garantire la libertà di navigazione e per difendere i propri interessi commerciali. In tale contesto, la Cina ammonisce spesso gli Stati Uniti e i loro alleati per le operazioni navali che svolgono nell’area, e a sua volta viene accusata di dispiegare navi da guerra, armare avamposti e speronare le navi da pesca.   

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.