Coronavirus in Medio Oriente: gli aggiornamenti delle ultime ore

Pubblicato il 2 aprile 2020 alle 15:02 in Bahrein Oman

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Parallelamente all’aumento del numero dei contagi in Iran, considerato il focolaio di Covid-19, anche gli altri Paesi mediorientali continuano a registrare una crescita dei casi infetti.

In Iran, il 2 aprile, i pazienti infetti da coronavirus hanno raggiunto quota 50.468. Di questi, 3.160 sono deceduti, mentre 16.711 sono guariti. Tuttavia, gli ultimi 124 decessi, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute, si sono verificati nelle sole ultime 24 ore, e 3.956 pazienti versano in gravi condizioni. Tra le disposizioni più recenti, il 31 marzo le autorità iraniane e la task force impegnata nella lotta al coronavirus hanno deciso di sospendere la stampa e la distribuzione di giornali, sollevando le critiche e le preoccupazioni del Comitato per la protezione dei giornalisti (CPJ), il quale ha evidenziato come nel Paese l’accesso alle notizie sia già estremamente ridotto. “Le autorità iraniane devono limitare la diffusione del virus, ma devono anche rendersi conto che il flusso di notizie e informazioni è parte essenziale degli sforzi profusi e non un ostacolo” è stato affermato dal CPJ.

Tra i Paesi del Golfo che, il 2 aprile, hanno registrato nuove infezioni da Covid-19, vi è il Kuwait, con 25 nuovi casi nelle 24 ore precedenti all’annuncio. In questo modo, il bilancio totale include 342 contagi e 81 guarigioni, e attualmente non è stato ancora registrato alcun decesso. Come specificato nel corso di una conferenza stampa del Ministero della Salute, 6 pazienti hanno contratto il virus a seguito di viaggi all’estero e, nello specifico, in Regno Unito e Francia. Di questi, uno è di provenienza filippina. Inoltre, 15 casi sono in terapia intensiva e, tra questi, 5 sono stati definiti “critici”.

In Oman, il 2 aprile, il bilancio dei casi positivi al coronavirus è salito a 231, 25 in più rispetto al giorno precedente. Le persone guarite ammontano a 57 e, diversamente dal Kuwait, il Sultanato ha registrato un decesso, risalente al 31 marzo e relativo a un cittadino di 72 anni. Tra i distretti posti in totale isolamento vi è quello di Muttrah, nella provincia di Mascate. Al fine di limitare gli effetti negativi posti dalla pandemia, il sultano omanita, Haitam bin Tariq, ha emanato un decreto con cui sono stati messi in atto dei cambiamenti a livello fiscale volti ad agevolare coloro che sono soggetti a tassazione. Tra questi, l’esenzione da sanzioni e ammende per non aver presentato dichiarazioni in tempo o per non aver pagato imposte entro un periodo massimo di tre mesi dalla data di scadenza.

In Bahrein, il 2 aprile, il Ministero della Salute ha sottolineato che, dei 635 casi positivi complessivi, il numero di coloro provenienti dall’estero ammonta a 353, di cui il 68%, ovvero 241 pazienti, ha contratto il virus in Iran. Tra gli altri Paesi di provenienza vi sono Regno Unito, Germania, Iraq ed Egitto. Il sovrano bahreinita, Hamad bin Isa Al Khalifa, ha disposto cure gratuite per i cittadini, residenti nel Paese, infetti da coronavirus, a cui si aggiungono 47 malati espatriati.

Come evidenziato dallo European Council on Foreign Relations, buona parte dei Paesi del Golfo può fare affidamento su servizi sanitari efficienti e accessibili da gran parte della popolazione. Tuttavia, le conseguenze negative della pandemia in corso riguardano il turismo ed i grandi eventi, come già testimoniato dal posticipo dell’Expo 2020, inizialmente previsto a Dubai dal 20 ottobre 2020 al 10 aprile 2021. Altro problema è legato alla diminuzione dei prezzi del petrolio. Inoltre, ulteriori implicazioni riguardano la diplomazia ed i rapporti tra Stati.

In tale quadro, è stato sottolineato come l’Iran sia stato accusato sia dal Bahrein sia dall’Arabia Saudita per non aver agito correttamente di fronte all’emergenza sanitaria. A tal proposito, Foreign Affairs ha riferito che il ministro degli Interni del Bahrein, Sheikh Rashid bin Abdullah al-Khalifa, ha accusato Teheran di “aggressione biologica”, ritenuta un crimine ai sensi del Diritto Internazionale, per aver nascosto lo scoppio dell’epidemia e non aver timbrato i passaporti dei viaggiatori del Regno. Sul suo account Twitter ufficiale, poi, il Ministero degli Affari Esteri dell’Arabia Saudita ha condannato l’Iran per “aver creato una minaccia per la salute che mette in pericolo l’umanità”. Parallelamente, un giornale negli Emirati Arabi Uniti ha affermato che tutti i casi di coronavirus nella regione erano legati all’Iran, sebbene i primi casi di Covid-19 del Paese fossero da collegarsi a turisti cinesi provenienti da Wuhan. Tutto ciò, a detta di Foreign Affairs, potrebbe portare ad un peggioramento delle divisioni settarie in Medio Oriente, soprattutto per la componente sciita.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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