Coronavirus: Cuba si isola e vara misure restrittive

Pubblicato il 2 aprile 2020 alle 8:20 in America Latina Cuba

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Cuba sarà un’isola chiusa a partire da oggi, 2 aprile. Il governo dell’Avana ha annunciato la sospensione di tutti i voli commerciali e privati da e per l’isola da e ha chiesto il ritiro di tutte le imbarcazioni straniere dalle sue acque territoriali per frenare la diffusione del coronavirus, misure che si aggiungono al divieto di ingresso turistico, in vigore dalla scorsa settimana. Sebbene sempre meno voli arrivassero dall’estero, fino ad ora lo spazio aereo non era stato chiuso e i residenti a Cuba continuavano ad arrivare, sebbene con l’obbligo di trascorrere una quarantena preventiva di 15 giorni in un centro di isolamento, indipendentemente dal fatto che avessero o meno sintomi.

Al 31 marzo 12.758 turisti (circa 3.800 europei) e 7.312 cubani residenti in altri paesi erano ancora sull’isola. Resta da vedere ora se L’Avana autorizzerà l’arrivo di aerei per rimpatriare coloro che rimangono bloccati sull’isola. L’Istituto cubano di aeronautica civile ha riferito che le uniche operazioni aeree che continueranno sono quelle per la collaborazione medica: il paese ha inviato brigate mediche per aiutare il confronto Covid-19 in 14 paesi, tra cui Italia e Andorra, e si sta preparando per più missioni. Seguiranno anche voli merci e voli per motivi umanitari.

Cuba ha registrato finora 212 casi di coronavirus, con sei morti e le autorità hanno isolato 2.742 persone nelle strutture sanitarie, mentre altre 26.000 persone sono sotto sorveglianza preventiva nelle loro case, secondo i dati ufficiali. Sebbene l’isola sia stata chiusa al turismo ed è vietato spostarsi tra province, oltre alla sospensione di lezioni e attività ricreative – concerti di musica, cinema, teatri, eventi sportivi – la quarantena obbligatoria non è stata decretata. Solo nella città di Consolación, nella provincia di Pinar del Río, i suoi abitanti sono completamente isolati in quanto è stato rilevato un focolaio di trasmissione locale. Questo sembra essere il modello adottato dal governo dell’Avana: in caso di verifica delle catene di contagio, verranno stabilite misure di quarantena nelle popolazioni, nei comuni o nelle province, ma al momento non saranno attuate in tutto il paese.

Il governo ha varato ulteriori misure preventive rigide, si può uscire solo con la mascherina e comunque una sola persona per nucleo familiare, ed ha aumentato le misure di salute pubblica e igiene. I negozi sono ancora aperti e i ristoranti non sono stati chiusi, se rispettano le distanze di sicurezza. I trasporti pubblici continuano a funzionare, ma sempre meno persone sono in viaggio, soprattutto nel pomeriggio e la sera.

Per giorni il Ministero della Salute ha lanciato una massiccia campagna di ricerca e analisi, casa per casa, per rilevare casi sospetti. Migliaia di studenti di medicina e personale sanitario hanno già visitato circa otto milioni di persone nelle loro case, di cui circa 1,3 milioni sono anziani e, di questi, circa 155.000 sono anziani che vivono soli, e sono stati sottoposti a controlli per sintomi di problemi respiratori che potrebbero essere causati dal coronavirus. Ad oggi, nel Paese sono stati effettuati 2.676 test Covid-19, ma ieri le autorità hanno riferito che nei prossimi giorni verranno effettuate altre migliaia di test per cercare attivamente i casi e isolare i loro contatti.

Il ministro della Salute pubblica, José Ángel Portal, ha dichiarato domenica 20 marzo che il paese ha già 100.000 kit di rilevazione rapida giunti dalla Cina e oltre 40.000 test molecolari per lanciare questa massiccia campagna per individuare casi positivi. Secondo il quotidiano ufficiale Granma, a causa dell’embargo USA, una donazione di maschere, kit di rilevamento e respiratori che era stata donata dall’imprenditore cinese Jack Ma, fondatore della società Alibaba, è bloccata. Secondo L’Avana, la compagnia di trasporto nordamericana assunta per effettuare la spedizione “si è rifiutata di farlo all’ultimo momento”, sostenendo che le misure di embargo in vigore lo proibivano.

Il presidente cubano Miguel Díaz-Canel ha annunciato inoltre che, come misura preventiva contro l’epidemia, la simbolica parata del 1° maggio, che si tiene ogni anno a Plaza de la Revolución dell’Avana, è stata sospesa.

 

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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