Tunisia: proteste nella capitale contro il blocco dovuto al coronavirus

Pubblicato il 1 aprile 2020 alle 10:32 in Africa Tunisia

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Centinaia di tunisini hanno manifestato, martedì 31 marzo, in un quartiere popolare della capitale, chiedendo al governo di fornire il sostegno promesso e protestando contro il blocco delle attività imposto per frenare la diffusione del coronavirus. “Non ci importa del virus, moriremo comunque! Vogliamo lavorare!”, hanno gridato i manifestanti, aggiungendo: “Lasciateci almeno portare il pane a casa per i nostri figli”. Nelle periferie povere di Tunisi, come Mnilha ed Ettadhamen, le strutture sanitarie sono limitate e la maggior parte delle persone, che lavorano alla giornata, si sono ritrovate senza reddito a causa delle misure di contenimento del coronavirus. Diversi residenti hanno quindi marciato verso l’ufficio del governo locale chiedendo i sussidi del welfare e il permesso di lasciare le loro case. Alcuni hanno persino bloccato le strade e bruciato alcuni veicoli.

Una settimana fa, il primo ministro tunisino Elyes Fakhfakh ha annunciato un pacchetto di sostegno economico, dal valore di 52 milioni di dollari, destinato alle persone più colpite dal blocco. Tuttavia, il premier non ha specificato quando gli aiuti sarebbero stati distribuiti. Solo più tardi, il Ministero degli Affari Sociali ha annunciato che i pagamenti sarebbero stati distribuiti dal 21 marzo al 6 aprile, causando una corsa agli uffici del governo locale per la registrazione. “Stiamo cercando di affrontare l’epidemia. Ma ogni giorno è lo stesso e le persone si affollano davanti all’ufficio”, ha detto il consigliere di Mnilha, Imed Farhat. “Chiediamo alle forze dell’ordine di intervenire. Ma noi cosa possiamo fare?”, ha aggiunto.

La polizia tunisina ha finora arrestato 1.119 persone per aver violato il coprifuoco notturno in atto dal 17 marzo, mentre 242 cittadini sono stati messi in detenzione per la violazione del blocco in atto dal 22 marzo, secondo quanto riportato dal portavoce del Ministero degli Interni, Khaled Ayouni. Nel frattempo la presidenza ha annunciato, martedì 31 marzo, che avrebbe rilasciato 1.420 prigionieri per alleviare l’affollamento delle carceri. Secondo la dichiarazione, il presidente Kais Saied ha ordinato altresì di innalzare di standard igienici nelle prigioni. La Tunisia ha ufficialmente segnalato 312 casi di Covid-19 dal 2 marzo ad oggi, inclusi 10 decessi. La pandemia ha fermato il turismo, un settore chiave per la Tunisia, e numerose imprese e attività non essenziali sono chiuse dal 4 marzo. Inizialmente previsto al 4 aprile, il termine del blocco sarà quasi sicuramente esteso.

La Tunisia, che sta prevedendo di subire una recessione economica, sta spingendo la banca centrale a tagliare il suo tasso di interesse chiave di 100 punti base. Fakhfakh ha inoltre annunciato che, per quest’anno, il governo ha ridotto le sue previsioni di crescita dal 2,7% all’1%. Come parte del suo budget fiscale annuale, la Tunisia avrà bisogno di circa 3.6 miliardi di dollari di fondi, di natura interna o esterna. La disoccupazione nel Paese risulta superiore al 15% e raggiunge picchi del 30% in alcune città. Anche l’inflazione è elevata e i governi hanno lottato a lungo per frenare i deficit fiscali e controllare il debito pubblico. Gli analisti avvertono che la crisi globale dovuta al coronavirus colpirà soprattutto il settore del turismo, che rappresenta circa l’8% del PIL nazionale ed è una fonte chiave di valuta estera, con circa 9 milioni di turisti che hanno visitato il Paese lo scorso anno. Contemporaneamente, il settore agricolo sta lottando contro una grave carenza di pioggia.

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Chiara Gentili

di Redazione

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