Somalia: raid aerei USA contro Al-Shabaab accusati di provocare vittime civili

Pubblicato il 1 aprile 2020 alle 12:34 in Somalia USA e Canada

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Un rapporto della ONG Amnesty International, pubblicato martedì 31 marzo, mette in discussione la dichiarazione americana secondo cui gli attacchi aerei di febbraio, contro i terroristi della Somalia, non avrebbero provocato alcuna vittima civile. A detta dellorganizzazione umanitaria, in seguito ai due raid del 2 e del 24 febbraio 2020, sarebbero 2 i civili somali rimasti uccisi e 3 i feriti. Il commando africano degli Stati Uniti, il cosiddetto AFRICOM, ha riconosciuto che gli attacchi aerei sono stati effettuati ma ha specificato che nelloffensiva sono stati uccisi solo i militanti di al-Shabaab, lorganizzazione terroristica somala legata ad al Qaeda. I raid facevano parte di unoperazione volta a colpire il gruppo dopo che questultimo aveva condotto un assalto contro la base aerea di Manda Bay, in Kenya, il 5 gennaio, uccidendo 3 americani e causando milioni di dollari di danni.

“Nulla può giustificare la violazione delle leggi della guerra”, ha dichiarato, Abdullahi Hassan, ricercatore somalo di Amnesty International. “Qualsiasi risposta del governo degli Stati Uniti o della Somalia agli attacchi di Al Shabab deve distinguere tra combattenti e civili e prendere tutte le precauzioni possibili per evitare danni alla popolazione civile”, ha aggiunto. Senza fornire troppe precisazioni, lAFRICOM ha affermato che avrebbe valutato le accuse. Secondo quanto riportato dal The New York Times, alcuni funzionari militari hanno precisato che il comando americano sta facendo di tutto per minimizzare le vittime civili nella sua lunga battaglia contro al Shabaab. Martedì 31 marzo, con una dichiarazione, il generale Stephen J. Townsend, comandante di AFRICOM, ha affermato che la missione stava riconsiderando e verificando la denuncia sulle vittime civili. I risultati della valutazione saranno pubblicati entro la fine di aprile e nuovi aggiornamenti trimestrali saranno resi noti in futuro.

Le controversie sulle vittime civili sono molto comuni in Somalia, dove le dinamiche sono spesso piuttosto oscure. LAFRICOM riporta sempre gli attacchi, ma in genere nessun dettaglio viene fornito sulla posizione e sul bilancio delle vittime. “Ci sono state accuse precedenti che sono state errate”, ha sottolineato il colonnello Christopher P. Karns, portavoce del commando americano. “Fondamentalmente nessuno vuole credere che un collega o una persona cara sia un membro di al Shabaab ma il gruppo ha una forte capacità di fondersi con la popolazione locale e ciò fa sì che le accuse di vittime civili non corrispondano sempre ai fatti e alla realtà, ha affermato il colonnello.

Amnesty ha dichiarato che i suoi ricercatori hanno intervistato i testimoni per telefono e hanno studiato le fotografie e le immagini satellitari per giungere alle loro conclusioni. Gli Stati Uniti effettuano attacchi aerei antiterrorismo in Somalia da più di 10 anni, ma la frequenza dei raid è aumentata considerevolmente sotto l’amministrazione del presidente Donald Trump. LAFRICOM ha condotto 63 attacchi l’anno scorso, rispetto al precedente record di 47, registrato nel 2018. Quest’anno, gli USA sono in procinto di stabilire un nuovo risultato, avendo già compiuto 32 raid dallinizio del 2020 ad oggi.

La prima missione criticata nel rapporto di Amnesty International è quella del 2 febbraio, effettuata vicino alla città di Jilib. Un comunicato stampa di AFRICOM ha affermato che lattacco ha ucciso un terrorista e nessun civile. Tuttavia, secondo le informazioni raccolte dalla ONG, una giovane donna, Nurto Kusow Omar Abukar, di 18 anni, sarebbe stata uccisa dopo essere stata colpita alla testa da un frammento di metallo. Sua nonna e le due sorelle più giovani, invece, sarebbero sopravvissute dopo essere rimaste lievemente ferite dalle schegge. “Al Shabaab controlla completamente Jilib e i membri del gruppo vivono nelle case della città. È plausibile che AFRICOM stesse prendendo di mira una residenza vicina dove avrebbero potuto esserci membri dellorganizzazione terrostica”, si legge nel rapporto di Amnesty.

L’altro attacco cui si fa riferimento nel documento è quello del 4 febbraio, compiuto diverse miglia a Nord di Jilib. Un comunicato stampa del commando americano ha riferito anche qui che il raid avrebbe ucciso un terrorista e nessun civile. Il rapporto di Amnesty International ha identificato il morto come Mohamud Salad Mohamud, coltivatore di banane e direttore della succursale di una società di telecomunicazioni. Il signor Mohamud, secondo le ricerche della ONG, che ha intervistato diversi membri della società di telecomunicazioni, non sarebbe mai entrato nellorganizzazione di Al Shabaab, anzi i militanti del gruppo lo avrebbero arrestato diverse volte per aver disobbedito ai loro ordini. Luomo ha lasciato una moglie e otto figli.

Amnesty International ha una lunga storia di disaccordi con lAFRICOM sulla questione delle vittime civili non menzionate. Un anno fa, a marzo 2019, il gruppo ha pubblicato un rapporto in cui sosteneva di aver trovato le prove di 14 morti civili provocate da una serie di 5 raid aerei compiuti dal commando americano a partire dal 2017, quando il presidente Trump aveva dato una forte spinta alla guerra dei droni in Somalia. LAFRICOM, che aveva dichiarato zero vittime civili nei suoi comunicati stampa, aveva prima contestato le accuse ma più tardi, circa un mese dopo, aveva emesso un raro mea culpa, affermando che effettivamente un attacco dell’aprile 2018 aveva ucciso due civili. La scoperta della discrepanza ha portato a una profonda revisione interna di tutti gli attacchi aerei compiuti dal 2007.

Al-Shabaab, in arabo “la gioventù”, è un gruppo jihadista fondato nel 2006 e affiliato ad al-Qaeda. L’obiettivo della sua rivolta è quello di rovesciare il governo di Mogadiscio, appoggiato dall’Onu, per prendere il potere e imporre la propria visione della legge islamica. A tal proposito, la capitale somala è regolarmente colpita dai militanti del gruppo. I militanti di al-Shabaab sono stati cacciati da Mogadiscio nel 2011 ma, nonostante la presenza dell’AMISOM, un esercito dell’Unione Africana composto da circa 20.000 uomini, e nonostante l’aumento di attacchi aerei da parte degli Stati Uniti, i jihadisti si sono dimostrati incredibilmente resistenti. In seguito al ritiro del 1994, le truppe americane sono tornate a operare in Somalia nel gennaio 2007.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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