NATO: attività della Russia in aumento  

Pubblicato il 1 aprile 2020 alle 18:33 in Europa NATO

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Il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, ha dichiarato che la prontezza dell’Alleanza non è a rischio, nonostante l’aumento delle attività della Russia. 

È quanto rivelato, mercoledì 1° aprile, da The Associated Press, il quale ha riportato le dichiarazioni di Stoltenberg, secondo cui le capacità della NATO non hanno subito gli effetti del coronavirus. Tali parole sono giunte in risposta ai sospetti sulle intenzioni della Russia di utilizzare la pandemia per mettere alla prova la prontezza della Difesa dell’Alleanza. 

Nello specifico, Stoltenberg ha riconosciuto di aver registrato livelli significativi di attività da parte della Russia nei pressi dei confini con la NATO, soprattutto dato il lancio di una nuova esercitazione presso il distretto occidentale della Federazione e l’ampia presenza delle flotte della Russia nel Mare del Nord. In aggiunta, già la Marina militare del Regno Unito aveva annunciato di aver inseguito alcune navi da guerra della Russia, dopo aver notato livelli insolitamente alti di attività nella Manica e nel Mare del Nord. 

Da parte sua, la Russia sostiene che le esercitazioni condotte sono tese a mettere alla prova la prontezza delle proprie truppe di fronte a qualsiasi ostacolo, in questo caso rappresentato dalla pandemia in atto.  

Se la Russia può aver incrementato le proprie attività, la NATO ha ammesso di aver apportato alcuni aggiustamenti alle proprie esercitazioni, cancellandone alcune e riducendo la portata di altre. Ciò, tuttavia, ha specificato Stoltenberg, non minaccia la prontezza operativa della NATO, dato che l’Alleanza continua a sorvegliare i suoi cieli e confini e procede con le sue missioni.  

Le dichiarazioni del segretario generale della NATO sono giunte a un giorno dal vertice dei ministri degli Esteri dell’Alleanza, programmato in videoconferenza per il 2 aprile. L’incontro, al cui centro vi sarà il coronavirus, sarà il primo aavere tra i partecipanti il rappresentante della Macedonia del Nord, Nikola Dimitrov, dopo l’ingresso di Skopje nell’Alleanza, avvenuta formalmente lo scorso 27 marzo. 

In aggiunta, secondo quanto dichiarato da Stoltenberg lo scorso 31 marzo, è stato creato un panel composto da 10 esperti, i quali lavoreranno al futuro dell’Alleanza dopo che, lo scorso 7 novembre, il presidente della Francia, Emmanuel Macronaveva dichiarato di ritenere la NATO in stato di “morte celebrale”. Nello specifico, Macron aveva messo in dubbio l’effettivo impegno della NATO a garantire la difesa comune alla luce dell’Articolo 5 del Patto Atlantico, sulla cui effettiva validità si era detto incerto. L’Alleanza, aveva dichiarato Macron, può sopravvivere se rimane invariato il ruolo di chi si pone quale garante dell’extrema ratio. Per tale ragione, il presidente francese aveva rivelato di ritenere che la natura della NATO in quanto alleanza militare vada rivista alla luce dell’impegno degli alleati americani. 

In seguito alle parole di Macron è stato dato il via a “un processo di riflessione” sul futuro dell’Alleanza e, secondo una bozza diffusa da EurActiv, questo potrebbe comportare un maggiore impegno in Medio Oriente e Africa. In aggiunta, il ruolo del panel di esperti sarà quello di fornire raccomandazioni su come rafforzare l’unione dell’Alleanza, aumentare le attività di consultazione politica e coordinamento. 

Il panel di esperti è composto dagli ex ministri degli Esteri della Francia, Hubert Vedrine, e della Polonia, Anna Fotyga, dall’ex viceministro degli Esteri italiano, Marta Dassu, dall’ex assistente al Segretario Generale della NATO, Tacan Ildem, di nazionalità turca, dal consulente per la Sicurezza nazionale del Canada, Greta Bossenmaier, dall’esperto di cybersecurity e consulente per il governo olandese, Herna Verhagen, dall’esperto danese di terrorismo e sicurezza, Anka Dalgaard-Nielsen, e dal consigliere del premier del Regno Unito, Boris Johnson, John Bew. A guidare la squadra sarà l’ex ministro dell’Interno e della Difesa della Germania, Thomas de Maizière, insieme ad Aaron Wess Mitchell, ex vicesegretario agli Affari Esteri dell’Amministrazione Trump. 

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Jasmine Ceremigna

di Redazione

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