La Turchia valuta il rilascio di 45.000 detenuti

Pubblicato il 1 aprile 2020 alle 16:42 in Medio Oriente Turchia

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Il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdogan, ha proposto un disegno di legge che prevede la liberazione temporanea di circa 45.000 detenuti. Gli attivisti per la tutela dei diritti civili hanno chiesto che i prigionieri politici non siano esclusi dalla misura. 

Il disegno di legge proposto non riguarda le persone condannate per terrorismo, potenzialmente escludendo migliaia di individui arrestati a seguito del un fallito colpo militare contro Erdogan del 15 luglio del 2016. “Lo Stato vuole liberare quelli che hanno commesso crimini contro i cittadini, mantenendo dentro le carceri le persone che hanno messo in dubbio il suo autoritarismo”, hanno denunciato alcuni attivisti. “Quando sono in gioco delle vite, non possono esserci discriminazioni basate su credenze o ideologie”, hanno aggiunto, in una dichiarazione firmata da 281 persone. Le prigioni, al momento, sono “sulla soglia della catastrofe per il coronavirus” a causa di condizioni anguste, secondo quanto hanno riferito gli attivisti.

La Turchia ha arrestato migliaia di accademici, avvocati, giornalisti, funzionari pubblici e membri delle forze armate con l’accusa di aver supportato il leader religioso Fethullah Gulen, ritenuto responsabile per il tentato di colpo di Stato. Gulen, da parte sua, ha negato qualsiasi coinvolgimento. Ci sono circa 300.000 prigionieri nelle affollate carceri turche. Il governo ha lavorato anche precedentemente ad alcune riforme, per allentare la pressione sul sistema, e ha ampliato le misure alla luce del crescente scoppio del coronavirus, che ha contagiato oltre 13.000 persone. Omer Faruk Gergerlioglu, parlamentare del Partito democratico popolare (HDP), ha dichiarato che circa 50.000 persone sono state condannate o sii trovano in carcere in attesa di processo per accuse di terrorismo. 

Il governo di Erdogan ha difeso le proprie decisioni, affermando che queste riflettevano la portata delle sfide alla sicurezza che la Turchia ha dovuto affrontare. Gergerlioglu, tuttavia, ha denunciato una situazione grave nelle prigioni: “L’epidemia di coronavirus ha iniziato a diffondersi nelle carceri. Non ci sono ancora misure serie. Se iniziano i decessi di massa, sarà troppo tardi, anche se la legge dovesse passare”. Il Ministero della Giustizia, invece, ha affermato che nelle prigioni non sono stati ancora rilevati casi e che sono state prese le misure necessarie. A tale proposito, i pubblici ministeri hanno avviato un’indagine contro Gergerlioglu dopo che l’uomo aveva dichiarato che un prigioniero era risultato positivo al virus.

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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