Immigrazione: i fatti più importanti di marzo 2020

Pubblicato il 1 aprile 2020 alle 6:01 in Approfondimenti Immigrazione

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Secondo le stime della UN Refugee Agency (UNHCR), nel mese di marzo 2020, sono giunti in Europa via mare e via terra 4.270 migranti. Il Paese che ha accolto il maggior numero di stranieri, finora, risulta essere la Grecia, con quasi 9.500 arrivi, seguita dalla Spagna, con oltre 5.300 arrivi, Italia, Malta, con quasi 1000 sbarchi, e Cipro, 363 sbarchi. Il numero dei morti nei primi tre mesi del 2020 ammonta a 181. Tali cifre segnano una diminuzione rispetto alle cifre del marzo 2019, quando arrivarono in territorio europeo via mare e via terra quasi 5.000 stranieri.

Per quanto riguarda l’Italia, le stime ufficiali del Ministero dell’Interno riferiscono che, dall’inizio dell’anno al 30 marzo, sono sbarcati 2.794 stranieri, numero molto superiore ai 517 arrivi via mare registrati nello stesso periodo del 2019. Le prime cinque nazionalità dei migranti giunti in Italia risultano essere bangladese, algerina, ivoriana, sudanese e somala. I minori stranieri non accompagnati, invece, ammontano a circa 500.

Il mese di marzo è iniziato con un naufragio al largo dell’isola di Lesbo, in cui ha perso la vita un bambino, mentre un altro è stato portato in ospedale dopo il salvataggio. Complessivamente, sul barcone viaggiavano circa 50 persone, che sono state tratte in salvo dalla Guardia Costiera greca, secondo cui l’incidente sarebbe stato causato dai migranti stessi, che avrebbero capovolto l’imbarcazione non appena vista arrivare la nave di Atene in lontananza.

Il 2 marzo, hanno avuto inizio in Italia i lavori per costituire la Cabina di regia della Presidenza del Consiglio dei ministri per la prevenzione e il contrasto alla tratta degli esseri umani. Nello specifico, il Ministero della Difesa ha specificato che tale cabina, di carattere politico e istituzionale, si occuperà di elaborare le linee guida per la programmazione e il finanziamento degli interventi contro le organizzazioni criminali che gestiscono la tratta di esseri umani. Secondo il report del 2019 sul traffico di esseri umani, elaborato dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, l’Italia non soddisfa del tutto i criteri per lo sradicamento della tratta, ma ha avviato importanti sforzi. Tuttavia, nel report si segnala la mancata valutazione da parte delle autorità italiane dei rischi che possono emergere in caso di rimpatrio forzato o di espulsione delle potenziali vittime, le quali vengono in gran parte indicate dalle ong o dalle organizzazioni internazionali coinvolte nella gestione del fenomeno migratorio.

Il 6 marzo, l’Unione Europea ha ribadito la chiusura del confine tra la Grecia e la Turchia, esortando i migranti che si trovano in territorio turco a non tentare di oltrepassare la frontiera.  Lo stesso giorno, la guardia costiera turca ha salvato circa 120 migranti che cercavano di raggiungere un’isola greca. I rapporti tra Unione Europea e Turchia sono sempre più tesi, a causa della decisione di non fermare i migranti diretti in Europa. “Le notizie sulla presunta apertura del confine sono false e la gente non dovrebbe cercare di superare il confine”, ha dichiarato l’Alto rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri, Josep Borrell, durante una conferenza stampa a Zagabria. “Se vogliamo evitare situazioni critiche, dobbiamo conoscere la verità. Smettiamo di giocare “, ha specificato Borrell a seguito di una riunione dei ministri degli Esteri dell’UE che si è svolta nella capitale croata. In una dichiarazione congiunta, i ministri hanno intimato ad Ankara di interrompere la diffusione di “informazioni false” sull’apertura dei confini dell’UE. 

Il 12 marzo, un caso confermato di coronavirus sull’isola greca di Lesbo ha diffuso il panico tra i migranti detenuti nel centro di Moria, noto per le sue condizioni antigieniche e il sovraffollamento. I timori sono stati accentuati da una denuncia del New York Times, il quale ha riferito che, sulle isole greche, i migranti vengano trattenuti in un “luogo nero” extragiudiziale segreto prima di essere deportati in Turchia senza un giusto processo, che garantisca le regole del diritto internazionale. Molti sono stati fatti alloggiare in magazzini e la maggior parte di loro ha affermato di essere stata trattata “al pari degli animali”dalle guardie di sicurezza greche. Il paziente di Lesbo positivo al coronavirus è una donna di 40 anni. La sua situazione è stata immediatamente motivo di preoccupazione anche per le autorità greche, che temono che il virus si diffonda su Lesbo e sulle isole circostanti, dove migliaia di migranti sono stipati in campi sovraffollati. La donna contagiata aveva recentemente viaggiato in Israele e in Egitto, come membro di un gruppo di pellegrinaggio in Terra Santa cui sono stati fatti risalire la maggior parte dei casi rintracciati della Grecia. 

Il 18 marzo, il Consiglio d’Europa ha condannato la situazione sulle isole greche dell’Egeo, esortando il governo di Atene a prendere le misure necessarie a contenere lo scoppio di una crisi umanitaria. La dichiarazione è stata rilasciata dalla commissaria dei diritti umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic, la quale, in una nota, ha riportato il caso di una bambina di 6 anni morta in un incendio nel campo di Moria, il 16 marzo. Il campo si trova sull’isola di Lesbo e l’incendio sarebbe scoppiato all’interno di uno spazio abitativo e, da lì, propagatosi su gran parte della struttura a causa del forte vento.

Il 24 marzo, l’Unione Europea ha deciso di evacuare i campi profughi delle isole greche, in una condizione di grave sovraffollamento, al fine di prevenire la diffusione del coronavirus tra i richiedenti asilo. A promuovere l’iniziativa è stata la Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo, che ha chiesto l’evacuazione di circa 42.000 persone, come misura “preventiva e urgente”. La Commissione europea ha specificato di stare lavorando con la Grecia per un piano di risposta alle emergenze e per far fronte a un potenziale focolaio di coronavirus sulle isole. Un portavoce della Commissione ha affermato che le autorità greche stanno prendendo provvedimenti per prevenire la diffusione della malattia, con test di temperatura obbligatori per i nuovi arrivati nei campi, sospensione delle visite, pulizia regolare delle aree comuni e istituzione di aree di quarantena e di recupero. Il portavoce ha inoltre fatto riferimento a un’iniziativa per incoraggiare gli Stati membri dell’UE ad accogliere i bambini non accompagnati delle isole greche. Sette paesi hanno promesso, a inizio mese, che daranno accoglienza a più di 1.600 bambini.

Il 27 marzo, le autorità turche hanno evacuato centinaia di migranti e rifugiati che erano accampati lungo la frontiera con la Grecia da circa un mese. I migranti sono stati condotti nei centri di accoglienza della provincia di Edirne, posta al confine, dove sono stati isolati e messi in quarantena per evitare il contagio da coronavirus. Dopo aver concluso il periodo di isolamento, gli stranieri verranno inviati nelle province turche che si offriranno di accoglierli. Nei giorni scorsi, alcuni rifugiati avevano autonomamente lasciato la zona di confine e si erano diretti verso Istanbul o altre città del Paese, senza ricevere alcuna assistenza e senza prendere misure precauzionali. Questo perché i negoziati tra la Turchia e l’Unione Europea, su un possibile nuovo accordo per la gestione dei migranti, sembrano essere in una situazione di stallo.

Infine, il 30 marzo, è stato reso noto che circa 200 richiedenti asilo siriani erano rimasti bloccati per giorni a Nord di Cipro dopo essere stati respinti dal governo di Nicosia. Successivamente, le autorità locali hanno recuperato gli stranieri, mettendoli in quarantena in alcuni appartamenti adibiti a centri di accoglienza.  Il barcone sovraffollato era stato individuato la settimana precedente a diverse miglia dalla costa di Capo Greco. Alcune navi di pattuglia greco-cipriote si erano avvicinate alla barca e, con un megafono, avevano informato i passeggeri, in arabo, che non potevano entrare a Cipro e che dovevano tornare indietro. L’imbarcazione trasportava almeno 175 persone, di cui 69 bambini. Secondo le autorità di Cipro Nord, i migranti a bordo erano tutti siriani.

Consulta l’archivio sull’immigrazione di Sicurezza Internazionale, dove troverai centinaia di articoli in ordine cronologico.

Sofia Cecinini

di Redazione

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