Etiopia: rinviate le elezioni parlamentari causa coronavirus

Pubblicato il 1 aprile 2020 alle 9:24 in Africa Etiopia

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L’Etiopia ha deciso di rinviare a data indefinita le elezioni parlamentari previste ad agosto in seguito all’emergenza del coronavirus. È quanto ha annunciato, martedì 31 marzo, il consiglio elettorale di Addis Abeba, una mossa approvata anche da alcuni importanti partiti dell’opposizione. Il voto era stato considerato un primo significativo test dell’operato riformista del premier Abiy Ahmed in quella che una volta era una delle nazioni più repressive del continente africano.

“A causa della pandemia siamo costretti a sospendere le nostre attività”, ha affermato una dichiarazione del Consiglio elettorale nazionale dell’Etiopia, aggiungendo che una nuova data sarà annunciata una volta che la pandemia si sarà placata. Finora, la nazione del Corno d’Africa ha confermato circa 25 casi di coronavirus. Tuttavia, si tratta della seconda nazione più popolosa dell’Africa, con più di 105 milioni di cittadini, e i timori di un improvviso balzo dei contagi sono elevati.

I risultati delle ultime elezioni nel Paese africano, secondo le accuse, sarebbero stati danneggiati da brogli e intimidazioni. Abiy ha quindi promesso di tenere elezioni libere ed eque e si è presentato come il candidato dell’unità nazionale, contro le divisioni etniche che fratturano la vita politica e sociale dell’Etiopia.

I rappresentanti di alcuni dei partiti regionali, come il Fronte di liberazione dell’Oromo (OLF) e il Movimento nazionale di Amhara (NAMA), hanno affermato che non si opporranno alla decisione di rimandare le elezioni. “Per ora, la nostra priorità è superare la pandemia”, ha dichiarato Yesuf Ebrahim, portavoce del NAMA. I partiti di opposizione e il governo devono però stabilire cosa accadrà quando il mandato del Parlamento terminerà, a settembre. Jawar Mohammed, un importante attivista del gruppo etnico degli Oromo, e uno dei più ferventi contestatori di Abiy, ha avvertito che l’opposizione dovrà essere consultata passo per passo. “Il partito al potere non può e non dovrebbe prendere decisioni unilaterali”, ha detto.

William Davison, analista senior del think thank International Crisis Group, ha affermato che il rinvio elettorale potrebbe portare a un rafforzamento della democrazia etiope. “Un buon inizio sarebbe che il partito al potere discutesse con gli oppositori argomenti critici, come le condizioni per un’elezione equa, la giustizia transitoria e la riconciliazione, e le principali linee di divisione politica della federazione”, ha affermato Davidson.

Nel novembre 2015, vaste proteste erano esplose in diverse città dell’Etiopia per manifestare contro la decisione dell’allora premier, Hailemariam Desalegn, di adottare un controverso piano urbano di ampliamento della capitale, Addis Abeba, a discapito degli abitanti della regione di Oromia, il Master Plan. Il dissenso tra la popolazione è cresciuto così tanto nel corso degli anni da costringere Desalegn alle dimissioni, nel febbraio 2018. Ciò ha portato all’ascesa di Abiy, che, fin da subito, ha voluto mostrare un nuovo volto della politica etiope e introdurre riforme significative per favorire sia la stabilità nazionale che quella regionale. Il premier è stato promotore di diverse riforme sociali, economiche e di sicurezza che hanno riguardato, tra le altre cose, la scarcerazione dei prigionieri politici, la fine dello stato di emergenza e la stabilizzazione delle relazioni con gli altri Paesi del Corno. La sua azione riformatrice, tuttavia, è ostacolata dalla questione etnica che continua ad essere motivo di tensione in diverse regioni del Paese. Allo stato attuale, si può dire che l’Etiopia sembra essere a un bivio tra dittatura e democrazia. 

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Chiara Gentili

di Redazione

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