Afghanistan: iniziano i colloqui intra-afghani per lo scambio di prigionieri

Pubblicato il 1 aprile 2020 alle 20:04 in Afghanistan Asia

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I rappresentanti del governo afghano e i talebani si sono incontrati per la prima volta a Kabul, per discutere lo scambio di prigionieri volto a far ripartire il processo di pace tra le due parti. 

“Le fazioni hanno intrattenuto negoziati faccia a faccia sulla liberazione del personale delle Forze di Difesa e Sicurezza Nazionali Afgane e dei prigionieri talebani”, ha affermato il Consiglio di Sicurezza di Kabul. È stata la prima volta che i talebani sono stati invitati nella capitale afghana per incontrarsi direttamente con i funzionari del governo. 

Le due parti avevano parlato in precedenza in videoconferenza per discutere della questione del rilascio dei prigionieri. Il portavoce talebano, Zabihullah Mujahid, ha riferito che a Kabul era presente un “team tecnico” per facilitare lo scambio di prigionieri e non per ulteriori negoziati. “I prigionieri da liberare dovrebbero essere quelli i cui nomi sono nella lista”, ha aggiunto. “Ecco perché il nostro team tecnico è lì”, ha specificato. “Non è una trattativa, e non ci saranno colloqui politici”, ha affermato ancora Mujahid.

La notizia del rilascio dei prigionieri appare positiva, dato lo stallo diplomatico tra talebani e governo su questo tema. Il consigliere presidenziale di Kabul, Waheed Omer, il 16 marzo aveva dichiarato che un elenco di prigionieri talebani da poter liberare era in fase di valutazione, ma aveva specificato i detenuti sarebbero stati rilasciati gradualmente. Tuttavia, secondo il consigliere, queste operazioni sarebbero state avviate solo con l’inizio dei negoziati intra-afgani e dopo una significativa riduzione della violenza. Omer aveva poi aggiunto che nessun prigioniero talebano sarebbe stato rilasciato senza una garanzia. 

Tuttavia, i talebani si erano immediatamente opposti a tale ipotesi. Secondo un portavoce del gruppo armato, un ordine di rilascio dei prigionieri condizionato è contrario all’accordo tra USAe talebani. “È correttamente spiegato nell’accordo di pace che i primi 5.000 prigionieri sarebbero stati liberati e poi sarebbe stato avviato il dialogo afgano”, ha dichiarato Suhail Shaheen, l’11 marzo. “Non abbiamo mai accettato alcuna liberazione condizionata dei prigionieri. Se qualcuno lo sostiene, va contro l’accordo di pace che abbiamo firmato il 29 febbraio”, ha aggiunto il portavoce dei talebani. Tali incertezze arrivavano il giorno dopo l’inizio del ritiro di parte delle truppe statunitensi dal Paese, il 10 marzo. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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