UE-Libia: al via l’operazione Irini

Pubblicato il 31 marzo 2020 alle 16:04 in Europa Immigrazione Libia

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L’Unione Europea ha ufficialmente lanciato la nuova operazione Eunavfor Med, denominata Irini, che entrerà in azione da domani, mercoledì 1 aprile. Il Consiglio europeo ha adottato formalmente la decisione martedì 31 marzo. In una dichiarazione, l’Unione ha specificato che si tratta di una missione aerea e navale, attiva nel Mediterraneo orientale, volta a far rispettare l’embargo in Libia e a fermare il traffico di armi. Irini sostituirà la vecchia operazione Sophia, il cui mandato scade proprio a fine marzo. 

L’invio della missione Irini era stato approvato, all’unanimità, lo scorso 17 febbraio, in occasione del Consiglio dei ministri degli Esteri dell’UE, il quale aveva deciso la sostituzione di Sophia, mirata a contrastare il traffico di migranti, con una nuova missione tesa al monitoraggio dell’embargo sulle armi. A differenza della missione precedente, la quale riguardava la totalità delle coste libiche, la nuova riguarderà solo le acque ad Est della Libia, principale punto di arrivo dei carichi di armamenti. L’attività delle navi nelle acque ad Est della Libia, in particolare, secondo le dichiarazioni del ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, dovrebbe prevenire la trasformazione della Missione UE in un richiamo per i migranti. In ogni caso, ha precisato il ministro, se ciò dovesse avvenire è prevista l’interruzione delle attività navali.

Irini sarà guidata dal comandante Fabio Agostini e il suo quartier generale sarà a Roma. La missione si avvarrà di navi e mezzi aerei e satellitari.Potràcondurre ispezioni in alto mare, al largo della Libia, su imbarcazioni sospettate di trasportare armi o materiale similare, secondo quanto stabilito anche dalla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.Tra i compiti secondari di Irini, sono compresi il monitoraggio e la raccolta di informazioni sull’export illegale di petrolio, il supporto alle operazioni e il contributo all’addestramento della Guardia Costiera libica e ai militari della marina, il sostegno allo smantellamento delle reti di trafficanti.La durata della missione è stata momentaneamente fissata a un anno, quindi Irini sarà operativa fino al 31 marzo 2021. 

La Libia, nel frattempo, continua ad essere caratterizzata da un clima di tensione, nonostante i diversi appelli ed inviti rivolti a livello internazionale verso le parti coinvolte nel conflitto, esortate a porre fine ai combattimenti per arginare una possibile emergenza coronavirus. A tal proposito, il Consiglio presidenziale del GNA ha stabilito, a partire da lunedì 30 marzo, un coprifuoco dalle ore 14:00 alle 07:00 del mattino, con il conseguente divieto di spostamento tra le città libiche e l’interruzione delle attività lavorative alle 12:00.

È dal 4 aprile 2019 che Haftar ed il proprio esercito cercano di prendere il controllo della capitale Tripoli. Tuttavia, l’inizio della crisi libica è da far risalire al 15 febbraio 2011, data che ha segnato l’inizio della rivoluzione e della guerra civile. Nel mese di ottobre dello stesso anno, il Paese nordafricano ha assistito alla caduta del regime del dittatore Muammar Gheddafi, ma da allora non è mai riuscito a effettuare una transizione democratica e vede tuttora la presenza di due schieramenti. Da un lato, il governo di Tripoli, nato con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, guidato dal primo ministro al-Sarraj e riconosciuto dall’Onu. Dall’altro lato, il governo di Tobruk, con il generale Haftar. Il governo di Tobruk riceve il sostegno di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Russia e Francia. In particolare, Il Cairo, Riad ed Abu Dhabi sostengono militarmente ed economicamente le forze dell’esercito di Haftar. L’Italia, il Qatar e la Turchia appoggiano, invece, il governo riconosciuto a livello internazionale.

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Chiara Gentili

di Redazione

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