Giappone: aumentano i contagi e la pressione per misure più dure

Pubblicato il 31 marzo 2020 alle 12:29 in Asia Giappone

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La capitale del Giappone ha registrato oltre 70 nuove infezioni da coronavirus, il 31 marzo, il suo record più alto in un solo giorno, mentre la pressione aumenta sul primo ministro per ordinare misure più stringenti contro i contagi. 

I casi di coronavirus confermati in Giappone hanno superato i 2.000 e Tokyo ha registrato almeno 500 di questi, con un aumento di 78 infetti in un solo giorno. Secondo i media locali, 7 persone in città sono decedute, 5 di queste si trovavano in cura in ospedale. “Si tratta del più grande aumento fino ad ora ed è sicuramente fonte di grande timore e sono preoccupato per ciò che i dati di domani potrebbero mostrare”, ha riferito la governatrice di Tokyo, Yuriko Koike.

Intanto, un portavoce del governo ha riferito che il primo ministro, Shinzo Abe, e il suo secondo in comando, Taro Aso, non parteciperanno più alle stesse riunioni, per proteggere la leadership in caso di infezioni. Tuttavia, i due sono stati successivamente mostrati nello stesso raduno, sebbene indossassero le maschere e si tenessero a distanza. Finora il Giappone è riuscito a evitare i focolai che stanno affliggendo buona parte dell’Europa e degli Stati Uniti e le restrizioni non sono, quindi, particolarmente strette, al momento. 

Tuttavia, un picco inatteso dei casi a Tokyo, insieme alla morte di un noto comico a causa del virus, il 30 marzo, sta spaventando la popolazione. Secondo gli analisti, tale aumento indica una crescita del rischio potenziale. Gli esperti del settore hanno invitato Abe ad agire ora. “Se aspettiamo un aumento esplosivo delle infezioni prima di dichiarare l’emergenza, sarà troppo tardi”, ha dichiarato Satoshi Kamayachi, membro del Consiglio Direttivo della Japan Medical Association, in una conferenza stampa. Fino al 30 marzo, il governo di Abe non è apparso intenzionato a dichiarare lo stato di emergenza. Un portavoce del governo ha negato le voci che suggerivano avrebbe annunciato una simile misura, il 1 aprile. 

Il Giappone è stato uno dei primi paesi al di fuori della Cina colpiti dal coronavirus, tuttavia, oggi è uno dei Paesi meno colpiti dell’Asia. La domanda incombente, in tale situazione, è se il Giappone ha gestito l’infezione nel migliore dei modi o se deve ancora registrare il momento peggiore. Il governo sostiene di aver attuato misure aggressive per identificare le zone “rosse” e contenere la diffusione. Per tale ragione, il numero dei contagi complessivo e pro capite di infezioni è relativamente basso. I critici, invece, sostengono che il Giappone è stato lento ad effettuare i test, cercando di mantenere i numeri sotto controllo, per cercare di salvare le Olimpiadi di Tokyo, ormai rimandate al 2021. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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