Esplosione in un gasdotto al confine turco-iraniano: per Teheran probabile attacco

Pubblicato il 31 marzo 2020 alle 14:18 in Iran Turchia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un gasdotto utilizzato per trasportare gas dall’Iran alla Turchia è stato oggetto di un’esplosione con conseguente incendio, nella mattina del 31 marzo, che causato l’interruzione dell’esportazione di gas naturale. Per Teheran potrebbe trattarsi di un attacco terroristico.

Secondo quanto riportato dal quotidiano arabo al-Arabiya, sulla base di quanto riferito dalla tv di Stato iraniana e dall’agenzia di stampa IRNA, l’esplosione ha interessato il tratto del gasdotto posto sul suolo turco e, in particolare, nei pressi della regione iraniana di Bazargan, al confine con la Turchia, e della regione turca di Ağrı. Il direttore della National Iranian Gas Co, Mehdi Jamshidi-Dana, ha affermato che le attività di esportazione di gas iraniano sono attualmente interrotte e che, solitamente, le operazioni di riparazione possono essere completate in tre o quattro giorni. Per il direttore, l’episodio è stato favorito dall’assenza delle guardie di frontiera turche, che hanno lasciato le proprie postazioni a causa della pandemia di coronavirus.

Al momento, le forze di sicurezza stanno ancora indagando sulle origini dell’accaduto. Da un lato, per la Turchia la causa dell’esplosione è tuttora sconosciuta. Dall’altro lato, i media iraniani hanno evidenziato come il gasdotto sia stato più volte in passato oggetto di esplosioni. Inoltre, per alcune fonti di Teheran è possibile pensare che dietro tale episodio vi sia il Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK). Si tratta di un’organizzazione paramilitare, sostenuta delle masse popolari del Sud-Est della Turchia di etnia curda, ma attiva anche nel Kurdistan iracheno. Per Ankara, l’Unione Europea e per gli Stati Uniti, il PKK è da considerarsi un’organizzazione terroristica.

Gli episodi di insorgenza del Partito in Turchia hanno avuto inizio nel 1984, con l’obiettivo di rivendicare i diritti della minoranza curda nel Paese. Risale al 23 marzo 2013 il cessate il fuoco tra la Turchia ed il PKK, annunciato ufficialmente dal leader Murat Karayilan. Nel corso degli anni, operazioni di guerrilla e scontri diretti tra forze curde e turche hanno causato la morte di oltre 40.000 persone. In tale quadro, il PKK ha anche una sezione iraniana, il Kurdistan Free Life Party (PJAK), che ha combattuto a fianco di Teheran in numerose occasioni, fin dal 2004.

Per quanto riguarda il gasdotto, questo trasporta circa 10 miliardi di metri cubici di gas iraniano verso la Turchia ogni anno. Tuttavia, già negli anni ’90 e fino al 2013 è stato più volte attaccato da militanti curdi. Come evidenziato da fonti iraniane, Ankara rappresenta per Teheran un canale per raggiungere l’Europa. Tuttavia, i negoziati tra le due parti non sono mai stati privi di divergenze, riguardanti perlopiù le agevolazioni richieste da parte turca o i diritti di transito. La Turchia ha poi chiesto alla controparte un aumento delle importazioni di gas naturale del 20% ed un adeguamento dei prezzi sulla base di quelli di Russia e Azerbaigian. Tuttavia, l’Iran non ha, fino ad ora, accettato la proposta.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il solo quotidiano in Italia interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.