Delegazione talebana a Kabul per concordare il rilascio di prigionieri

Pubblicato il 31 marzo 2020 alle 19:47 in Afghanistan Asia

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Una delegazione dei talebani è arrivata a Kabul per discutere del rilascio dei prigionieri con i rappresentanti del governo afghano, il 31 marzo.

“Discuteranno della questione della liberazione dei prigionieri e valuteranno le misure tecniche necessarie”, ha scritto su Twitter Zabihullah Mujahid, portavoce dei talebani. La notizia arriva a seguito di diverse videoconferenze tra i membri del governo afgano, i talebani e altre parti, tra cui gli Stati Uniti, che hanno delineato le procedure per condurre lo scambio.

I talebani avevano annunciato, il 25 marzo, che il rilascio di prigionieri da parte del governo afghano sarebbe iniziato entro la fine di marzo. Un alto funzionario del governo afghano aveva confermato, aggiungendo che questo sarebbe avvenuto “entro una settimana”. La notizia arrivava lo stesso giorno in cui un gruppo di uomini armati ha attaccato un tempio sikh a Kabul e si è barricato nell’edificio per un’ora, causando almeno 25 vittime, prima dell’intervento delle forze armate afghane. L’assalto è stato rivendicato dall’ISIS. 

Tuttavia, la notizia del rilascio dei prigionieri appare positiva, dato lo stallo diplomatico tra talebani e governo su questo tema. Il consigliere presidenziale di Kabul, Waheed Omer, il 16 marzo aveva dichiarato che un elenco di prigionieri talebani da poter liberare era in fase di valutazione, ma aveva specificato i detenuti sarebbero stati rilasciati gradualmente. Tuttavia, secondo il consigliere, queste operazioni sarebbero state avviate solo con l’inizio dei negoziati intra-afgani e dopo una significativa riduzione della violenza. Omer aveva poi aggiunto che nessun prigioniero talebano sarebbe stato rilasciato senza una garanzia. 

Tuttavia, i talebani si erano immediatamente opposti a tale ipotesi. Secondo un portavoce del gruppo armato, un ordine di rilascio dei prigionieri condizionato è contrario all’accordo tra USAe talebani. “È correttamente spiegato nell’accordo di pace che i primi 5.000 prigionieri sarebbero stati liberati e poi sarebbe stato avviato il dialogo afgano”, ha dichiarato Suhail Shaheen, l’11 marzo. “Non abbiamo mai accettato alcuna liberazione condizionata dei prigionieri. Se qualcuno lo sostiene, va contro l’accordo di pace che abbiamo firmato il 29 febbraio”, ha aggiunto il portavoce dei talebani. Tali incertezze arrivavano il giorno dopo l’inizio del ritiro di parte delle truppe statunitensi dal Paese, il 10 marzo. 

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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