Coronavirus: guerriglia colombiana annuncia cessate il fuoco unilaterale

Pubblicato il 31 marzo 2020 alle 10:47 in America Latina Colombia

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La guerriglia dell’Esercito di liberazione nazionale (ELN) ha annunciato questa domenica un cessate il fuoco “unilaterale attivo” tra il 1 e il 30 aprile come “gesto umanitario” a causa della pandemia di coronavirus, di cui sono già stati registrati 702 casi in Colombia .

“Il cessate il fuoco è attivo perché ci riserviamo il diritto di difenderci dagli attacchi delle forze statali, costituiti da truppe regolari, paramilitari e bande di trafficanti di droga in varie regioni del paese” – hanno dichiarato i guerriglieri in una nota, sulla cui autenticità stanno indagando le autorità colombiane.

L’ELN ha inoltre richiesto una riunione dei rappresentanti del governo del presidente colombiano Iván Duque con i suoi delegati nei colloqui di pace sospesi, per cercare di negoziare un cessate il fuoco più ampio.

“Durante questo mese di cessazione unilaterale, chiediamo al governo di Duque di incontrare la nostra delegazione al tavolo negoziale presente all’Avana per organizzare un cessate il fuoco bilaterale e temporaneo. Per questi sforzi è conveniente avere la presenza dei paesi garanti” – si legge ancora nella dichiarazione.

Il gruppo guerrigliero marxista-leninista, creato nel 1964, ha assicurato che uno dei motivi che lo hanno portato a dichiarare un cessate il fuoco unilaterale per tutto aprile è stato l’appello che il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha lanciato il 23 marzo per un cessate il fuoco mondiale che fermi tutte le guerre per liberare forze che possano aiutare a gestire la diffusione del nuovo coronavirus.

Allo stesso modo, l’ELN ha apprezzato la richiesta del rappresentante speciale del segretario generale delle Nazioni Unite in Colombia, Carlos Ruiz Massieu, che ha chiesto di dichiarare un “cessate il fuoco” nel paese per unire gli sforzi e “ridurre il rischio di diffusione del virus e di contagio, specialmente per le comunità più vulnerabili”.

L’annuncio dell’ELN è stato reso noto poche ore dopo che il governo colombiano aveva annunciato la designazione degli ex leader della guerriglia Carlos Arturo Velandia, alias “Felipe Torres”, e Gerardo Antonio Bermúdez, alias “Francisco Galán”, come “promotori della pace”.

Nella dichiarazione, l’Esercito di Liberazione Nazionale fa una serie di dichiarazioni sulla situazione mondiale di COVID-19, dopo di che presenta le sue richieste, contenute in 15 punti, uno dei quali è l’incontro dei suoi delegati con quelli del governo a Cuba.

L’ELN aveva avviato negoziati di pace con il precedente governo colombiano, presieduto da Juan Manuel Santos, nel febbraio 2017 a Quito. Il tavolo negoziale a maggio 2018 è stato trasferito all’Avana, dove l’ultimo ciclo di conversazioni si è concluso senza progressi all’inizio di agosto dello stesso anno.

Il presidente della Colombia, Iván Duque, ha subordinato la continuazione dei colloqui di pace al fatto che l’ELN interrompesse i sequestri di persona e liberasse gli ostaggi ancora in suo possesso. Tuttavia, il processo di pace si è arrestato dopo l’attacco terroristico commesso dall’ELN il 17 gennaio 2019 contro la scuola di polizia di Bogotà, che ha causato la morte di 22 cadetti.

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Italo Cosentino, interprete di spagnolo

di Redazione

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