Cipro: il governo valuta il rilascio dei detenuti

Pubblicato il 31 marzo 2020 alle 18:42 in Cipro Europa

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Per scongiurare la diffusione del coronavirus nelle carceri, il governo di Cipro sta valutando di rilasciare e trasferire alcuni detenuti. 

È quanto rivelato, martedì 31 marzo, dal Cyprus Mail, il quale ha altresì specificato che tali misure rientrano nel nuovo pacchetto di restrizioni attualmente in discussione da parte del governo.  

In particolare, i provvedimenti sulle carceri sono stati al centro di un vertice tra il presidente di Cipro, Nicos Anastasiades, e il ministro della GiustiziaGiorgos Savvides, il quale si è tenuto lunedì 30 marzo. Durante il vertice, i due hanno discusso di come affrontare il sovraffollamento del carcere di Nicosia, soprattutto per proteggere la salute e la sicurezza dei detenuti. 

Le misure individuate prevedono il rilascio anticipato di alcuni detenuti, il trasferimento di altri, e la sorveglianza elettronica per chi sarà ai domiciliari. In aggiunta, nel corso del vertice tra Anastasiades e il ministro della Giustizia è stato anche deciso che Savvides avrebbe chiesto al procuratore generale Costas Clerides di lavorare alla possibilità di concedere l’indulto presidenziale a più categorie di detenuti 

In particolare, ciò sarà valido per i detenuti condannati a un massimo di un anno di detenzione e che hanno già scontato almeno un terzo della pena e per coloro che sono stati condannati alla reclusione per un periodo maggiore di un anno e minore di 5, ma che hanno già scontato la metà della pena. 

Tuttavia, i detenuti che sono stati condannati per reati più gravi, come l’omicidio, non potranno ricevere nessuno dei benefici che verranno approvati dal governo. Per quanto riguarda i trasferimenti presso le carceri a cielo aperto, questi saranno possibili solo per chi è condannato a un anno di detenzione. Precedentemente, tale possibilità era riservata a detenuti condannati a un massimo di 6 mesi di reclusione. 

Le misure individuate, secondo quanto rivelato, saranno soggette al voto del Parlamento il prossimo 2 aprile. Tuttavia, stando ad alcune informazioni trapelate, sono circa 50 i carcerati che potranno essere rilasciati. 

Attualmente, le stime in merito al sovraffollamento del carcere centrale di Nicosia rivelano che sebbene la struttura sia stata progettata per ospitare 540 detenuti, sono 820 i criminali che si trovano in carcere. 

Il problema del rischio della diffusione del coronavirus nel carcere di Cipro era stato sollevato, lo scorso 22 marzo, anche da un detenuto del carcere di Nicosia, Joseph Ghebali, il quale aveva inviato una lettera al Cyprus Mail. 

Nella lettera, l’uomo condannava il sovraffollamento della struttura, dove, secondo quanto rivelato, non vengono effettuate le operazioni di disinfezione e sanificazione necessarie alla luce della pandemia. In aggiunta, Ghebali denunciava l’assenza di controlli medici periodici sui detenuti e la presenza di carcerati ancora in attesa di giudizio, oltre al continuo arrivo di rifugiati da Paesi ad alto rischio, come l’Iran. 

Le misure finora adottate, aveva riconosciuto Ghebali, impediscono le visite dei familiari e degli avvocati. Tuttavia, non era stato imposto alcun limite di distanza interpersonale, né i carcerati erano stati suddivisi in base al proprio fattore di rischio. 

In aggiunta, Ghebali aveva chiesto al Governo di rilasciare i detenuti in attesa di giudizio e di assegnare celle singole, dato che molti, si leggeva nella lettera, condividono 9 metri quadrati con altre due persone. 

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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