Ungheria: approvata la legge sui poteri straordinari per Orban

Pubblicato il 30 marzo 2020 alle 16:55 in Europa Ungheria

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Il Parlamento dell’Ungheria ha approvato la richiesta del governo in merito alla concessione di poteri straordinari al premier, Viktor Orban. 

È quanto riportato, lunedì 30 marzo, dalla BBCla quale ha altresì specificato che la legge è stata approvata con 137 voti a favore e 53 contrari. 

Nonostante i tentativi dell’opposizione volti a far inserire al governo un limite temporale nella legge, questa è stata approvata nella sua forma originaria, consentendo ad Orban di governare per decreto a tempo indeterminato. Da parte sua, rispondendo alle critiche, il premier ungherese ha promesso che utilizzerà i poteri straordinari ottenuti “in modo proporzionale e razionale”. 

Tuttavia, il leader del partito di opposizione Jobbik, Peter Jakab, ha dichiarato che la legge approvata dal Parlamento pone l’intera Ungheria in quarantena. In maniera simile, altri parlamentari dell’opposizione e numerosi gruppi di attivisti in materia di diritti umani hanno criticato la legge per via di alcune misure ritenute eccessive, nonché antidemocratiche. Tra i punti più criticati vi è la possibilità di condannare alla reclusione o alla radiazione dall’albo i giornalisti indipendenti che pubblicano notizie ritenute false o contrarie a quanto approvato dal governo. 

Anche una parte dei cittadini ungheresi era preoccupata per via della legge approvata dal Parlamento, come dimostrato dalla petizione firmata da oltre 100.000 persone per tentare di ostacolare l’adozione della proposta del governo.  

In risposta a tali critiche, un analista filo-Orban, Zoltan Kiszelly, ha dichiarato che le vere intenzioni del governo ungherese rientrano nel disporre della totale libertà di affrontare come necessario la pandemia in atto. Ciò, ha sottolineato Kiszelly, non ha nulla a che fare con l’obiettivo di limitare la libertà di stampa o di espressione. 

In aggiunta, secondo un sondaggio pubblicato dall’agenzia filogovernativa Nezopont, i principali punti della legge approvata dal Governo rispecchiano la volontà della maggior parte dei cittadini ungheresi. Nello specifico, il sondaggio rivela che il 90% delle persone è d’accordo con l’estensione delle misure di emergenza e che il 72% ritiene che il codice penale debba essere rafforzato. 

Lo stato di emergenza era stato proclamato in Ungheria lo scorso 11 marzo. Tuttavia, la nuova legge lo estende a data da destinarsi e consente al premier di governare per decreto fino a nuove misure. Per quanto riguarda l’assenza di una scadenza nella bozza presentata dal governo, il portavoce di Orban, Zoltan Kovacs, ha dichiarato che il governo ha deciso di non includere una data di termine data la possibilità che si ammalino i parlamentari di Budapest. In aggiunta, rispondendo alle critiche in merito alle minacce alla libertà di stampa, Kovacs ha dichiarato che si tratta di dichiarazioni irresponsabili e distorte.   

Principalmente, commenta il Guardian, le critiche attirate dalla misura presentata dal Governo derivano dalla condotta di Orban nel corso dei suoi dieci anni di premiership. Nello specifico, sono state molteplici le accuse rivolte al premier nel corso di tutto il suo mandato da parte di oppositori politici e esperti, i quali hanno più volte segnalato i tentativi di Orban di danneggiare i valori democratici e di erodere lo stato di diritto.  In aggiunta, durante i suoi anni di premiership, sottolinea il France24, Orban ha trasformato l’Ungheria in molteplici livelli, sia politico, sia giudiziario, sia costituzionale. Il premier di Budapest ha anche avuto divergenze con le istituzioni europee, le organizzazioni non governative e gli attivisti per la tutela dei diritti dei cittadini, principalmente per via delle sue politiche in materia di immigrazione, democrazia e stato di diritto. È in linea con ciò che Budapest è stata richiamata da Bruxelles per aver infranto i valori fondanti dell’Unione Europea.   

In tale contesto, un ex giornalista ungherese rifugiato in Austria, Paul Lendvai, ha sottolineato come fino ad ora quello di Orban sia stato uno “Stato ibrido”, a metà tra la democrazia e la dittatura. La paura di Lendvai, tuttavia, è che le nuove misure di Orban possano dar vita alla “prima dittatura dell’Unione Europea”.   

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Jasmine Ceremigna 

di Redazione

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