UK: alcune misure contro il coronavirus potrebbero durare mesi

Pubblicato il 30 marzo 2020 alle 20:28 in Europa UK

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Alcune misure per combattere il coronavirus in Gran Bretagna potrebbero durare mesi, prima di essere gradualmente rimosse, secondo gli esperti della sanità. Anche il premier, Boris Johnson, ha avvertito i cittadini che la situazione peggiorerà prima che migliori.

Il numero di persone che sono morte dopo essere risultate positive al test per il coronavirus, nel Regno Unito, è salito a 1.408, secondo i dati pubblicati il 30 marzo. Ci sono un totale di 22.141 casi positivi, secondo quanto ha affermato il Ministero della Salute inglese. “Una cosa importante è che siamo di fronte ad un obiettivo che cambia”, ha dichiarato il funzionario medico, Jenny Harries. “Se agiamo bene, la crisi va avanti e i numeri decrescono, gestiamo tutto attraverso il sistema sanitario e assistenziale, in modo sensato e controllato, è questo ciò a cui miriamo”, ha affermato in una conferenza stampa.

“Questo non vuol dire che saremo in completo blocco per 6 mesi, ma significa che come nazione dobbiamo essere veramente, veramente responsabili e continuare a fare quello che stiamo facendo tutti fino a quando non siamo sicuri di poter iniziare gradualmente a eliminare le varie misure”, ha aggiunto Harries. Tale avvertimento è arrivato quando Johnson ha scritto a 30 milioni di famiglie in Gran Bretagna, esortandole a rispettare regole rigorose per evitare che il Servizio Sanitario Nazionale, finanziato con fondi pubblici, venga sopraffatto da un’ondata di casi. “Sappiamo che le cose peggioreranno prima che migliorino”, ha riferito Johnson. “In questo momento di emergenza nazionale, ti esorto, per favore, a rimanere a casa, a proteggere il SSN e a salvare vite”, ha aggiunto. 

Il 28 marzo, il direttore medico del Servizio Sanitario Nazionale  inglese, Stephen Powis, ha affermato che se il Regno Unito riuscirà ad uscire dalla crisi legata al coronavirus mantenendo un numero dei decessi inferiore a 20.000 avrà agito molto bene. Tale dichiarazione è arrivata durante una conferenza stampa sulla pandemia tenuta a Downing Street insieme al segretario di Stato per gli Affari, l’Energia e la Strategia industriale, Alok Sharma. Quando a Powis è stato chiesto se sperasse che il Regno Unito non stesse seguendo la stessa tendenza di Paesi come l’Italia, egli ha risposto che, sebbene ogni morte sia una tragedia, un numero di decessi inferiore a 20.00 sarebbe un buon dato su cui, tuttavia, non adagiarsi. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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