Prorogate le misure contro il coronavirus negli USA

Pubblicato il 30 marzo 2020 alle 18:37 in USA e Canada

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Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha prorogato le misure di distanziamento sociale fino al 30 aprile, nonostante le conseguenze economiche del blocco. Intanto, l’epidemia colpisce le prigioni. 

Trump ha annunciato la proroga durante un discorso alla nazione, tenuto il 29 marzo. Il devastante bilancio del virus negli USA ha lasciato poca scelta al presidente, anche se alcuni conservatori lo hanno esortato ad allentare le misure. Tuttavia, gli esperti sostengono che circa 2,2 milioni di statunitensi potrebbero morire se il blocco fosse rimosso troppo presto. “Nulla sarebbe peggio che dichiarare vittoria prima di aver vinto”, ha dichiarato Trump. Il presidente la scorsa settimana aveva, invece, ripetutamente suggerito che la vittoria era vicina. 

La decisione di Trump alleggerirà i funzionari della sanità pubblica e i medici in tutto il Paese, ma i numeri rimangono sconcertanti. Intanto, la Casa Bianca ha riferito di star supportando i Paesi che hanno maggiore necessità. “Stiamo lavorando a stretto contatto con l’Italia”, ha affermato Trump. “La stiamo aiutando molto inviando molte cose di cui non abbiamo bisogno”, ha aggiunto. Il presidente ha poi aggiunto che Washington sta supportando anche la Spagna, che ha registrato più di 800 morti nelle ultime 24 ore. 

Intanto, negli USA, l’allerta nelle carceri cresce. I detenuti non hanno accesso a guanti o maschere e hanno solo acqua fredda per lavarsi le mani, ha denunciato uno dei prigionieri, che ha visto una donna con sintomi compatibili con il virus collassare di fronte ai suoi occhi, senza respiro. “Abbiamo supplicato le guardie”, ha riferito. “Hanno solo scrollato le spalle. Alla fine, siamo solo detenuti, cittadini di seconda classe. Siamo come bestiame”, ha denunciato l’uomo, secondo quanto riferisce Reuters. Almeno 132 detenuti e 104 impiegati nelle carceri di New York City sono risultati positivi al test COVID-19, la malattia causata dal coronavirus. Il virus sembra diffondersi rapidamente attraverso una prigione famosa per essere sovraffollata.

Il Dipartimento di Detenzione di New York, la città al momento più colpita, ha affermato che sta adottando misure per proteggere i detenuti, ma ha rifiutato di commentare le denunce dei prigionieri. In tutti gli Stati Uniti, le carceri stanno segnalando una diffusione accelerata della nuova malattia e stanno adottando approcci diversi per proteggere i detenuti. Migliaia di prigionieri vengono rilasciati dalla detenzione, in alcuni casi con uno screening medico scarso o nullo e rischiano di diffonderlo nella comunità, secondo l’agenzia Reuters. Tuttavia, a causa delle scarse tutele, i sostenitori dei diritti dei detenuti, i funzionari locali e i difensori pubblici stanno spingendo le strutture ad accelerare i rilasci.

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione