Nigeria, coronavirus: misure di contenimento anche per il settore petrolifero

Pubblicato il 30 marzo 2020 alle 18:21 in Africa Nigeria

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In Nigeria, l’autorità di regolamentazione del petrolio ha ordinato alle compagnie petrolifere e del gas di ridurre la loro forza lavoro offshore e di passare a rotazioni del personale di 28 giorni. Tale provvedimento fa parte delle misure volte a frenare la diffusione del coronavirus. Le restrizioni sono arrivate dopo che la Nigerian Ports Authority (NPA) ha dichiarato che 6 lavoratori a bordo di una nave di supporto offshore sono risultati positivi al virus.

Il Paese desidera proteggere la produzione di petrolio, che fornisce il 90% di valuta estera. Un caso di coronavirus su un impianto offshore potrebbe diffondersi rapidamente tra i lavoratori e avere un impatto potenzialmente devastante sulla produzione. Sarki Auwalu, direttore del Dipartimento delle risorse petrolifere, ha affermato che solo il personale con compiti essenziali sarà autorizzato a recarsi in mare aperto o in località remote. “Il personale non essenziale attualmente in località offshore dovrebbe essere ritirato con effetto immediato”, ha dichiarato in una nota.

L’NPA ha riferito che i 6 test positivi confermati dal Centro per il controllo delle malattie infettive della Nigeria sono stati individuati tutti a bordo della Siem Marlin, una nave di supporto per piattaforme petrolifere che si trovava al largo di Lagos. L’autorità ha specificato che i funzionari sanitari hanno avuto accesso alla nave tramite elicottero. L’imbarcazione ha lasciato il complesso portuale di Onne, sull’estuario del fiume Bonny, il 15 marzo dopo aver ha visitato, a febbraio, i terminal offshore di Bonga e Bonny Light.

Gli esperti sanitari sono preoccupati per la potenziale esplosione di un focolaio in Nigeria che, con i suoi 200 milioni di abitanti, è uno dei Paesi più popolosi del continente africano. Al momento, il governo di Abuja ha confermato 111 casi e un decesso per il virus. Il Paese ha chiuso gli aeroporti internazionali e tutti i confini terrestri nel tentativo di contenere l’epidemia. Questa settimana, Rivers State, dove Port Harcourt rappresenta il fulcro dell’industria petrolifera nigeriana, ha chiuso tutti i suoi confini ai movimenti di persone.

Le compagnie petrolifere e del gas che operano in Nigeria hanno affermato che la salute e la sicurezza dei lavoratori è la loro priorità assoluta. Fonti del settore hanno riferito che alcune compagnie petrolifere erano già passate da rotazioni di 14 giorni a rotazioni di 28. Molte stanno anche imponendo ai lavoratori una quarantena di 14 giorni prima di farli partire per gli impianti. Infine, va considerato che i prezzi del petrolio sono diminuiti di due terzi dall’inizio dell’anno, il che ha costretto la Nigeria a ridurre il budget e ha spinto le compagnie petrolifere a ridurre i loro piani di spesa.

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Chiara Gentili

di Redazione

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