Giappone: no allo stato d’emergenza, ma aumentano gli infetti

Pubblicato il 30 marzo 2020 alle 20:01 in Asia Giappone

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La governatrice di Tokyo ha invitato gli abitanti a evitare gli aggregamenti la sera e nei fine settimana, ma ha dichiarato che spetta al primo ministro giapponese, Shinzo Abe, dichiarare lo stato di emergenza per affrontare il coronavirus. 

Finora il Giappone è riuscito a evitare i focolai che stanno affliggendo buona parte dell’Europa e degli Stati Uniti e le restrizioni non sono, quindi, particolarmente strette, al momento. Tuttavia, un picco inatteso dei casi a Tokyo, insieme alla morte di un noto comico a causa del virus, il 30 marzo, sta spaventando la popolazione. Secondo gli analisti, tale aumento indica una crescita del rischio potenziale. Gli esperti del settore hanno invitato Abe ad agire ora. “Se aspettiamo un aumento esplosivo delle infezioni prima di dichiarare l’emergenza, sarà troppo tardi”, ha dichiarato Satoshi Kamayachi, membro del Consiglio Direttivo della Japan Medical Association, in una conferenza stampa. 

Fino al 30 marzo, il governo di Abe non è apparso intenzionato a dichiarare lo stato di emergenza. Un portavoce del governo ha negato le voci che suggerivano avrebbe annunciato una simile misura, il 1 aprile. Il Giappone è stato uno dei primi paesi al di fuori della Cina colpiti dal coronavirus, tuttavia, oggi è uno dei Paesi meno colpiti dell’Asia. La domanda incombente, in tale situazione, è se il Giappone ha gestito l’infezione nel migliore dei modi o se deve ancora registrare il momento peggiore. Il governo sostiene di aver attuato misure aggressive per identificare le zone “rosse” e contenere la diffusione. Per tale ragione, il numero dei contagi complessivo e pro capite di infezioni è relativamente basso. I critici, invece, sostengono che il Giappone è stato lento ad effettuare i test, cercando di mantenere i numeri sotto controllo, per cercare di salvare le Olimpiadi di Tokyo, ormai rimandate al 2021. 

Un video, diventato virale in Italia, a partire dal 22 marzo, mostra un ragazzo italiano che cammina per le strade di Tokyo e racconta la situazione nella capitale giapponese. Tale filmato collega la mancanza di misure restrittive nel Paese all’utilizzo di un medicinale: l’Avigan. Si tratta del marchio di un farmaco antinfluenzale noto come favipiravir, sviluppato dalla Fujifilm Toyama Chemical nel 2014. L’Avigan si è dimostrato particolarmente efficace contro il COVID-19, secondo quanto riportato da un quotidiano con sede a Tokyo, il Nikkei.

La stessa Cina avrebbe utilizzato l’Avigan e ringraziato il Giappone per tale contributo. Secondo, Zhang Xinmin, direttore del China National Center for Biotechnology Development, i pazienti che hanno assunto favipiravir sono risultati negativi dopo 4 giorni, in media. Si tratta di un tempo molto ridotto rispetto agli 11 giorni necessari, rilevati nel gruppo di controllo. “Non ci sono stati effetti collaterali chiari”, ha aggiunto. Tale affermazione da parte delle autorità cinesi ha fatto balzare il valore delle azioni del gruppo Fujifilm, che ha registrato un aumento di oltre il 15%.

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione