Coronavirus: Portogallo regolarizza tutti gli immigrati

Pubblicato il 30 marzo 2020 alle 11:06 in Europa Portogallo

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Il governo portoghese ha dichiarato che gli stranieri che non hanno mai presentato richiesta di regolarizzazione al Servizio Stranieri e Frontiere, fino al giorno in cui è stato dichiarato lo stato di emergenza, avranno diritto all’assistenza sanitaria.

“Gli immigrati che non hanno mai presentato istanza al SEF [Servizio Stranieri e Frontiere] hanno diritto all’assistenza sanitaria” – ha dichiarato il Segretario di Stato per l’integrazione e la migrazione, Cláudia Pereira, in dichiarazioni all’agenzia di stampa Lusa.

Secondo la politica, gli immigrati privi di documenti saranno in grado di presentare domande durante il periodo di emergenza, anche se non sono coperti dalla misura di regolarizzazione dei documenti entrata in vigore il 19 marzo, quando il Portogallo ha regolarizzato in automatico tutti coloro che hanno presentato domanda e i cui documenti erano ancora allo studio delle autorità.

“Questa misura riguarda tutti coloro che hanno già presentato la causa. Probabilmente non ci saranno molti che non hanno ancora avviato la causa di regolarizzazione, a causa della riduzione dei viaggi, ma siamo attenti a queste situazioni” – ha detto Pereira.

Venerdì 27 marzo, il governo portoghese ha deciso di regolarizzare gli stranieri con richieste pendenti al SEF, una misura in vigore dalla dichiarazione di stato di emergenza, il 19 marzo, e che garantisce loro gli stessi diritti degli altri cittadini.

“Cercando di rispondere alla natura specifica della minaccia di contagio da parte di covid-19, la gestione degli appuntamenti e dell’assistenza sanitaria deve essere fatta in modo tale da garantire inequivocabilmente i diritti di tutti i cittadini stranieri con cause pendenti presso il (SEF), determinando che, alla data della dichiarazione dello stato di emergenza nazionale, si trovano in una situazione di permanenza regolare nel territorio nazionale” – si legge in una nota pubblicata sul Diário da República, la gazzetta ufficiale portoghese.

Secondo il Segretario di Stato per l’integrazione e la migrazione, la misura è valida solo durante il regime di emergenza.

Secondo l’agenzia Lusa, Cláudia Pereira ha anche sottolineato che la misura rientra nella preoccupazione del governo di “assistere tutti coloro che si trovano in una situazione di vulnerabilità”.

“Questa misura è estremamente importante proprio perché regolarizza gli immigrati in questo periodo di emergenza e di covid-19 in modo che possano accedere a tutto il sostegno a cui hanno diritto” – ha sottolineato. Per il Segretario di Stato, l’iniziativa mira a proteggere “gli immigrati, in diverse parti del paese, che hanno lavorato principalmente nei ristoranti e che ora sono stati licenziati”.

Interrogata dal numero di immigrati coperti dalla misura, Pereira ha dichiarato che i dati non sono disponibili, ma che “ce ne saranno migliaia”.

Il ministro dell’Amministrazione interna, Eduardo Cabrita, ha spiegato che “in uno stato di emergenza la priorità è la difesa della salute e della sicurezza collettiva” e ha aggiunto che “è in questi momenti che diventa ancora di più importante garantire i diritti dei più fragili come nel caso dei migranti”. Per il ministro “garantire l’accesso dei cittadini migranti alla salute, alla sicurezza sociale e alla stabilità in materia di occupazione e alloggio è un dovere di una società solidale in tempi di crisi”.

In una dichiarazione inviata oggi alle redazioni, il Ministero dell’Amministrazione interna ha aggiunto che a partire da oggi, lunedì 30 marzo, verrà messo in atto un piano che prevede “la chiusura di tutte le filiali del SEF, considerando la necessità di ridurre i rischi per la salute pubblica associati alle cure, sia a livello dei laoratori del SEF che a livello degli utenti stessi “.

Nella dichiarazione, il governo precisa che “i documenti che attestano la situazione di residenza regolare sono quelli formulati ai sensi degli articoli 88, 89 e 90a del regime giuridico di ingresso, soggiorno, uscita e allontanamento di stranieri dal territorio nazionale attraverso un documento di manifestazione di interesse o richiesta emessa dalle piattaforme di registrazione in uso presso il SEF; e per richieste di concessioni o rinnovi di permessi di soggiorno, in regime generale o eccezionale, attraverso un documento comprovante la procedura avviata presso il SEF o una ricevuta che ne confermi la richiesta”.

D’altra parte, “i visti e i documenti relativi al soggiorno di cittadini stranieri nel territorio nazionale scaduti dopo il 24 febbraio sono automaticamente rinnovati e validi fino al 30 giugno”, e questi documenti, nonché la Carta del cittadino, la patente di guida, il Casellario giudiziale e certificati “devono essere accettati dalle autorità pubbliche per tutti gli scopi legali”.

Nel comunicato, il governo conclude che “il SEF continuerà a garantire la presenza di persona solo per le richieste considerate urgenti, vale a dire i cittadini che devono viaggiare o che dimostrano l’urgente e urgente necessità di essere assenti dal territorio nazionale, per motivi imponderabili e urgenti e cittadini ai quali i documenti sono stati sottratti, rubati o persi”.

Il Portogallo è stato proclamato lo stato di emergenza, al momento per un periodo di 15 giorni, a partire dalle ore 00:00 del 19 marzo 2020, per terminare alle 23:59 del 02 aprile 2020.

Ad oggi il Portogallo registra 5962 casi di positività al coronavirus e 119 morti, secondo il bollettino epidemiologico della Direzione generale della Salute.

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Italo Cosentino, interprete di portoghese

di Redazione

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