Brexit: l’UE auspica una proroga per la definizione dell’accordo

Pubblicato il 30 marzo 2020 alle 17:25 in Europa UK

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L’Unione Europea auspica che la Gran Bretagna abbia intenzione di prorogare il periodo di transizione post-Brexit, oltre la fine del 2020, dato che i negoziati commerciali si sono interrotti a causa della pandemia di coronavirus.

L’Europa sta subendo un blocco delle attività, nel tentativo di frenare la diffusione della malattia, con oltre 330.000 infezioni segnalate nel continente e quasi 21.000 morti. In Gran Bretagna, il primo ministro Boris Johnson e il suo ministro della Salute sono entrambi risultati positivi al virus e il consigliere senior del primo ministro, Dominic Cummings, una delle menti dietro l’uscita della Gran Bretagna dall’UE, si è auto-isolato con sintomi compatibili con la malattia. 

“La pandemia di coronavirus complica il programma, già molto ambizioso”, ha dichiarato David McAllister, un parlamentare tedesco conservatore dell’UE che presiede il gruppo Brexit del Parlamento Europeo. “L’UE è sempre stata aperta a prolungare il periodo di transizione. La palla ora è chiaramente in campo britannico”, ha aggiunto. “Finora, il governo del Regno Unito ha costantemente respinto tale opzione. Nelle circostanze attuali, Londra dovrebbe riesaminare attentamente una possibilità di proroga”, ha continuano il parlamentare. 

Tuttavia, il 17 marzo, nonostante l’allarme globale legato al COVID-19, Johnson aveva escluso qualsiasi estensione del periodo di transizione per finalizzare la Brexit, oltre il 31 dicembre 2020. Il premier aveva sottolineato che la questione non era nemmeno sul tavolo delle discussioni per il governo, nonostante l’emergenza legata alla pandemia di coronavirus. La Gran Bretagna e l’UE stanno lavorando a un nuovo accordo per definire i termini dell’uscita di Londra dall’Unione in tutti i settori, dal commercio alla sicurezza. Alla domanda se la Gran Bretagna è disposta a prolungare il periodo di transizione, Johnson ha riferito ai giornalisti che l’argomento era stato “bandito”. “È stato fatto, al momento non è un argomento che viene regolarmente discusso in Downing Street. C’è una legge in vigore che non ho intenzione di cambiare “, ha aggiunto.

Tuttavia, il 28 marzo, il direttore medico del Servizio Sanitario Nazionale  inglese, Stephen Powis, ha affermato che se il Regno Unito riuscirà ad uscire dalla crisi legata al coronavirus mantenendo un numero dei decessi inferiore a 20.000 avrà agito molto bene. Tale dichiarazione è arrivata durante una conferenza stampa sulla pandemia tenuta a Downing Street insieme al segretario di Stato per gli Affari, l’Energia e la Strategia industriale, Alok Sharma. Quando a Powis è stato chiesto se sperasse che il Regno Unito non stesse seguendo la stessa tendenza di Paesi come l’Italia, egli ha risposto che, sebbene ogni morte sia una tragedia, un numero di decessi inferiore a 20.00 sarebbe un buon dato su cui, tuttavia, non adagiarsi. 

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Maria Grazia Rutigliano 

 

di Redazione

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