Sud Sudan: sospesi gli addestramenti dell’esercito unificato

Pubblicato il 29 marzo 2020 alle 7:04 in Africa Sud Sudan

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Il Sud Sudan ha deciso di sospendere gli addestramenti delle forze di sicurezza congiunte per prevenire la diffusione del coronavirus tra i membri dellesercito. Migliaia di truppe del governo e di gruppi dellopposizione erano in fase di addestramento in numerosi campi del Paese. Riunire le due fazioni sotto l’egida di un esercito unificato era uno dei punti chiave dellaccordo di pace stipulato nel 2018. Gli addestramenti, tuttavia, sono stati sospesi come parte delle misure promosse dal governo per prevenire la diffusione del coronavirus. Abbiamo dovuto farlo a causa del virus, per impedire alle nostre forze di essere contagiate”, ha dichiarato il portavoce dell’esercito sud sudanese, Lul Ruai Koang. La decisione riguarda le 29.000 forze selezionate dell’esercito governativo e dei gruppi ribelli, rispettivamente sotto il controllo del presidente Salva Kiir e del vice presidente Riek Machar. Al momento, il Sud Sudan non ha registrato alcun caso di coronavirus. Tuttavia, sta intensificando gli sforzi per prevenirne la diffusione. La scorsa settimana, il Paese ha sospeso le scuole e chiuso tutti gli aeroporti e gli attraversamenti terrestri.

Laccordo di pace del 2018 fa parte di un accordo di condivisione del potere che Machar e Kiir stanno ufficialmente portando avanti da fine febbraio. Il patto metterebbe fine a 6 anni di crisi che hanno causato la morte di circa 400.000 persone e creato un forte caos economico in tutto il Paese.

Il leader dell’opposizione, Riek Machar, ha prestato giuramento il 22 febbraio nella capitale del Paese, Juba, come vice presidente. “Giuro che sarò fedele con la massima solerzia alla Repubblica del Sud Sudan”, ha dichiarato Machar nel suo giuramento di fronte a una stanza piena di diplomatici e rappresentanti regionali, tra cui il leader sudanese, Abdel Fattah al-Burhan. Tra gli applausi, Machar ha abbracciato e stretto la mano a Kiir. Da parte sua, Kiir ha affermato che si trattava della “fine ufficiale della guerra” nel Paese. “Ora possiamo proclamare una nuova alba”, ha dichiarato solennemente il presidente, aggiungendo di aver scusato Machar e di aver a sua volta chiesto perdono al vecchio nemico. Poi, ha invitato i rispettivi gruppi etnici Dinka e Nuer a fare lo stesso. 

Il Sud Sudan è lo Stato più giovane al mondo, avendo ottenuto l’indipendenza dal Sudan il 9 luglio 2011. È uno dei Paesi maggiormente frammentati dell’Africa centrale e comprende più di 60 gruppi etnici che seguono diverse religioni locali. Nel dicembre 2013, alcuni militari di etnia dinka, fedeli a Kiir, hanno avviato scontri con quelli di etnia nuer, guidati da Machar, e accusati di preparare un colpo di Stato. I disaccordi tra i due leader erano iniziati già durante la guerra per l’indipendenza dal Sudan, in seguito alla rivalità per il controllo del governo e del loro partito, il Movimento per la liberazione del popolo sudanese (SPLM). Tale conflitto ha prodotto quasi 4 milioni di sfollati, che sono stati costretti ad abbandonare le proprie case. Per evitare di essere assassinato, Machar, che aveva riunito introno a sé una parte dell’esercito a lui fedele, era stato costretto a fuggire in Sudafrica.

Kiir e Machar avevano firmato un cessate il fuoco il 5 agosto 2018, concludendo anche un accordo per la condivisione del potere. Tuttavia, il 28 agosto, Machar e i capi di altri gruppi si erano rifiutati di firmare l’ultima parte dell’accordo, asserendo che le dispute sulla divisione del potere e sull’adozione di una nuova Costituzione non erano state gestite in modo efficiente.

I due leader erano poi tornati a negoziare la pace nel settembre 2018 sottoscrivendo, grazie alla pressione di potenze regionali e internazionali, un importante accordo di pace. Secondo quanto previsto dal patto, Machar ricoprirà nuovamente il ruolo di vicepresidente. Un’altra disposizione fondamentale prevista dal trattato riguarda proprio la reintegrazione dei ribelli nell’esercito.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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