Nuovi lanci missilistici in Corea del Nord

Pubblicato il 29 marzo 2020 alle 11:00 in Asia Corea del Nord

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La Corea del Nord ha lanciato due missili balistici a corto raggio (SRBM) dall’area di Wonsan, nella propria costa orientale, verso il Mar del Giappone, il 29 marzo. Prima di atterrare in tali acque, gli ordigni hanno percorso 230 km ad un’altezza massima di 30 km.

I Capi di Stato Maggiore (JCS) dell’esercito della Corea del Sud hanno annunciato la notizia e hanno definito il gesto di Pyongyang  inappropriato, vista la crisi globale causata dalla pandemia di coronavirus, lanciando un nuovo appello per la cessazione immediata delle azioni militari Nord-coreane. Anche il Ministero della Difesa giapponese ha confermato il lancio di missili balistici  che, tuttavia, non sono arrivati nel proprio territorio, né nella relativa zona economica.  In un commento, ha poi definito le azioni di Pyongyang un grave problema per l’intera comunità internazionale.

Si tratta del quarto lancio missilistico compiuto nello stesso mese, dopo quelli degli scorsi 2, 9 e 21 marzo, condotti nonostante il divieto imposto dall’Onu. Stando alle stime di un ricercatore del James Martin Center for Nonproliferation Studies, una tale frequenza di test missilistici da parte della Corea del Nord è stata registrata solamente nel 2016 e nel 2017, anni in cui Pyongyang ha dato grande slancio al proprio programma missilistico.

Le armi finora testate dalla Corea del Nord sono piccoli ordigni a corto raggio come, ad esempio, i missili KN-24. Il leader del Paese, Kim Jong-un, ha però dichiarato che Pyongyang sta sviluppando una nuova arma strategica che rivelerà nel corso dell’anno corrente. Gli esperti suppongono che potrebbe trattarsi di nuovi missili balistici a lungo raggio o di sottomarini in grado di lanciare tali ordigni.

Nel 2018 e nel 2019, il ritmo delle sperimentazioni belliche Nord-coreane era rallentato grazie ai negoziati per la denuclearizzazione condotti con gli USA che, tuttavia, a oggi, sembrano essersi interrotti. In particolare, il 12 giugno 2018, Kim Jong-un aveva incontrato il presidente americano, Donald Trump, a Singapore, per concordare una reciproca collaborazione per lo smantellamento del programma nucleare Nord-coreano, in cambio della rimozione delle sanzioni che pesano sulla Nazione. Da allora, gli sviluppi sono stati incerti. Lo scorso 21 gennaio, il consigliere della missione Nord-coreana presso le Nazioni Unite a Ginevra ha dichiarato che, negli ultimi due anni, il proprio Paese ha interrotto i test nucleari e i lanci di missili balistici per andare in contro agli USA ma questi, di risposta, hanno tenuto esercitazioni militari con la Corea del Sud e hanno mantenuto le sanzioni per bloccare lo sviluppo del proprio Paese e incepparne il sistema politico. Di conseguenza, la Corea del Nord non si è ritenuta più vincolata ad alcun accordo con gli USA.

A oggi, il Paese non ha riportato casi di persone positive al coronavirus, sebbene molti esperti internazionali abbiano espresso dubbi sulla veridicità di tali informazioni. Per prevenire la diffusione della pandemia nel Paese, Pyongyang ha chiuso i confini nazionali e ha imposto misure di isolamento. Oltre a questo, il 26 marzo, si è unita a Repubblica Popolare Cinese (RPC), Cuba, Iran, Nicaragua, Russia, Siria e Venezuela per richiedere al segretario Onu, Antonio Guterres, la rimozione delle sanzioni internazionali che pesano su di essi, vista la criticità della situazione globale, determinata dal coronavirus. Tutti i Paesi firmatari di tale richiesta, ad eccezione della RPC, sono sottoposti a sanzioni da parte degli USA.

In totale, le Nazioni Unite hanno approvato 9 risoluzioni contro la Corea del Nord dall’ottobre 2006, con cui sono state imposte sanzioni in risposta ai programmi nucleari e missilistici del Paese asiatico.  Con esse sono state limitate le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, come quello del petrolio, tentando così di convincere le autorità Nord-coreane a rivedere le proprie azioni.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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