Francia: il ministro per gli Affari Europei richiama alla solidarietà

Pubblicato il 29 marzo 2020 alle 18:25 in Europa Francia

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Durante un’intervista a radio France Inter, il ministro francese per gli Affari Europei, Amelie de Montchalin, ha affermato che l’Europa non può pensare di essere un mercato unico solamente in circostanze positive. “La nostra Europa è fatta di azione e solidarietà e se alcuni Paesi la pensano diversamente, sarà messo in discussione il loro ruolo, così come quello dell’azione dell’Unione Europea (UE) in quanto gruppo composto da 27 Nazioni”, ha affermato De Montchalin, il 29 marzo.

La problematica sollevata dal ministro per gli Affari Europei francese riguardala risposta dell’UE alla crisi presentata dalla pandemia di coronavirus. Durante un incontro dello scorso 26 marzo, i Paesi dell’istituzione hanno mostrato grande divisione nella risposta da adottare per contenere gli effetti sull’economia del coronavirus e per la preparazione della successiva fase di ripresa. In particolare, Italia, Spagna, Portogallo e Francia hanno proposto la creazione di bond comuni, emessi collettivamente dagli Stati europei per finanziare uno stimolo economico. Tuttavia, la proposta ha incontrato la ferma opposizione di Germania e Paesi Bassi. Berlino ha ritenuto che l’Italia dovrebbe, invece, rivolgersi al Meccanismo di Stabilità Europeo che darebbe finanziamenti al Paese ma con vincoli serrati. Il primo ministro olandese, Mark Rutte, invece, ha affermato che non accetterà in alcun modo il rilascio di bond collettivi, sostenendo, insieme ad altri, che si tratterebbe di un azzardo morale. L’Italia e la Spagna non hanno però ceduto e l’incontro non ha portato ad una soluzione, che è stata rimandata di due settimane.

Nell’intervista del 29 marzo, il ministro francese ha ammonito Berlino e Amsterdam che se il resto dei Paesi europei dovesse restare danneggiato dalla crisi, non ci sarà alcuna ripresa economica nemmeno per loro. De Montchalin ha affermato che il coronavirus ha posto questioni esistenziali per l’UE, la cui risposta determinerà la sua stessa credibilità futura. Secondo il ministro, se i leader europei non riusciranno ad agire in concerto durante una tale crisi, i partiti populisti d’Europa avranno la meglio.

De Montchalin non ha, tuttavia, tralasciato una positiva considerazione sulla decisione da parte della Germania di prendere in carico pazienti francesi, ma anche italiani, gravemente affetti dal coronavirus, per alleviare la pressione sul sistema sanitario del Paese confinante, dando prova dell’esistenza di solidarietà tra Stati europei.

Lo scorso 28 marzo, in un’intervista rilasciata ad alcune testate italiane, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha garantito che la Francia è a fianco dell’Italia nel combattere il coronavirus. , In un primo momento, Parigi e Berlino sono state messe sotto accusa per aver negato a Roma mascherine e altro materiale utile per la gestione dell’emergenza sanitaria, ponendo dei limiti alle esportazioni, poi rimossi. In tale occasione, l’Italia si è quindi rivolta ad altri partner internazionali, come la Repubblica Popolare Cinese (RPC) e la Russia. A tal proposito, il capo dell’Eliseo ha tenuto a sottolineare che anche Francia e Germania hanno inviato 2 milioni di mascherine e decine di migliaia di camici all’Italia che, sebbene non siano sufficienti, sono un inizio. Macron ha espresso il proprio sostegno ad un budget europeo “solidale” per la gestione della crisi, che consenta ai Paesi più colpiti dalla pandemia, come Italia e Spagna, di sentirsi appoggiato dall’UE.

Bruxelles sta faticando nel fornire una risposta coordinata al coronavirus che ha messo alla prova la solidarietà tra i Paesi che ne fanno parte. Stando ad un’analisi pubblicata dal The Guardian il 29 marzo, si tratta della peggior crisi affrontata dall’istituzione dalla sua fondazione, il 25 marzo 1957.

Il coronavirus si è originato nella Repubblica Popolare Cinese dalla città di Wuhan, nella provincia di Hubei, dove sono stati registrati i primi casi nel mese di dicembre 2019. Stando ai dati rilasciati nel situation report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) del 28 marzo, sono 571.678 i casi confermati a livello globale e 24.494 i decessi. Alla stessa data, l’Italia, che è il Paese europeo maggiormente colpito dalla pandemia ha riportato 70.065 casi attivi e 10.023 decessi.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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