La Turchia evacua dal confine greco e mette in quarantena centinaia di migranti

Pubblicato il 28 marzo 2020 alle 6:46 in Immigrazione Turchia

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Le autorità turche hanno evacuato, nella mattinata di venerdì 27 marzo, centinaia di migranti e rifugiati ammassati lungo la frontiera con la Grecia da circa un mese. Secondo quanto riferito dallagenzia di stampa turca Anadolu, i migranti sono stati condotti nei centri di accoglienza della provincia di Edirne, posta al confine. Qui, sono stati isolati e messi in quarantena per evitare il contagio da coronavirus. Dopo aver concluso il periodo di isolamento, i migranti verranno inviati nelle province turche che si offriranno di accoglierli. Nei giorni scorsi, alcuni rifugiati avevano autonomamente lasciato la zona di confine e si erano diretti verso Istanbul o altre città del Paese, senza ricevere alcuna assistenza e senza prendere misure precauzionali. Questo perché i negoziati tra la Turchia e lUnione Europea, su un possibile nuovo accordo per la gestione dei migranti, sembrano essere in una situazione di stallo.

Nell’ambito di un accordo siglato da UE e Turchia, il 18 marzo 2016, Ankara aveva accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso l’Europa in cambio di 6 miliardi di euro di aiuti. Il governo turco, tuttavia, ha affermato di aver ricevuto solo una parte del sostegno finanziario promesso. Di conseguenza, a seguito di un attacco contro le postazioni militari turche in Siria e dell’aumento dei rifugiati siriani verso il confine con la Turchia, il 29 febbraio, il presidente di Ankara, Recep Tayyip Erdogan, ha dato l’ordine di aprire le frontiere e di non bloccare più i migranti, soprattutto siriani. A seguito di tale crisi migratoria, particolarmente grave per la Grecia, Borrell è stato incaricato di tenere colloqui con il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavosuglu, per trovare il modo di attuare l’accordo del 2016. 

Intanto, le autorità turche hanno riferito che, dal 27 febbraio al 17 marzo, circa 147.132 richiedenti asilo hanno attraversato la Grecia attraverso 2 check points a Edirne, una città situata al confine occidentale della Turchia. La dichiarazione del governatorato di Edirne recita: “Sono morti 3 richiedenti asilo, 214 sono stati feriti negli attacchi delle forze di sicurezza greche con gas, bombe esplosive, proiettili di gomma e proiettili veri”. Inoltre, altri 206 individui sarebbero stati dimessi dagli ospedali dopo il trattamento dovuto agli scontri con la polizia, mentre 8 di loro sono ancora in cura. Durante questo periodo, 7.096 richiedenti asilo sono stati ricoverati in ospedale. 

Intanto, date le tensioni al confine, entrambi i Paesi hanno deciso di aumentare il numero di militari in servizio presso la frontiera. Nello specifico, Ankara ha schierato 1.000 poliziotti delle forze speciali per prevenire i respingimenti presso il fiume Meric, mentre Atene ha deciso di innalzare i criteri di sicurezza lungo il confine. A seguito delle tensioni, Ankara ha più volte accusato Atene di aver ucciso alcuni migranti che tentavano di oltrepassare la frontiera. Anche il 9 marzo, l’agenzia stampa turca, Anadolu, ripresa dal quotidiano Yeni Safak, aveva riportato l’uso di armi da fuoco da parte della polizia della Grecia contro i migranti alla frontiera. Da parte sua, Atene ha più volte respinto le accuse di Ankara, etichettando tali notizie come “fake news” e ha altresì denunciato la “determinazione del governo turco a innalzare il clima di tensione” incoraggiando i migranti ad abbandonare la Turchia e spingendoli lungo il confine.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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